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11 ago 2017

alunni con disabilità: garanzie per il nuovo anno scolastico

I mesi estivi non fanno certo placare le preoccupazioni per il prossimo anno scolastico, soprattutto nelle famiglie con figli con disabilità. Per questi, troppo spesso l’effettiva e piena partecipazione alle attività scolastiche non inizia certo a settembre: la nomina degli insegnanti di sostegno avviene mesi dopo, l’assistenza educativa non viene attivata da subito, il trasporto non sempre è garantito dal primo giorno. Storie che negli ultimi anni si sono ripetute e sono state denunciate.
FISH ha chiesto un incontro al Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, che lo ha rapidamente concesso, proprio per quanto ci è ormai noto e per le istanze forti delle associazioni, delle reti territoriali: la scuola deve iniziare a settembre per tutti.” Così Vincenzo Falabella, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, anticipa i contenuti dell’incontro presso il MIUR in cui sono stati richiesti impegni e rassicurazioni.
Il Ministro Fedeli ci ha innanzitutto informato dell’imminente emanazione di una specifica circolare a tutti i dirigenti scolastici che mira a contenere il rischio di ritardi nelle nomine e all’attivazione dell’assistenza alla comunicazione e all’autonomia, proprio per garantire la piena e immediata inclusione degli alunni con disabilità. La circolare preciserà anche le indicazioni del recente decreto legislativo 66/2017 (Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità) che entrano in vigore dall’anno 2019 [clicca qui].
Analoghe rassicurazioni sono state espresse rispetto al trasporto scolastico, oggetto – come si ricorderà – di gravi disagi negli anni scorsi. Su questi servizi sarà cura del Ministero richiamare i più recenti specifici stanziamenti mirati proprio alla loro garanzia.
Sono state formulate anche garanzie circa il rispetto del numero di studenti (massimo 22) nelle classi in cui sia presente una alunno con disabilità grave, contenendo così il fenomeno delle cosiddette classi pollaio.”
FISH, come di consueto, ad inizio anno scolastico avrà cura di raccogliere e segnalare i disagi o le violazioni riportate dalle famiglie e dalle organizzazioni territoriali.

3 agosto 2017
http://www.fishonlus.it/2017/08/03/alunni-con-disabilita-garanzie-per-il-nuovo-anno-scolastico/

24 apr 2017

pubblicato il decreto “norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità”

Il 13 aprile 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo n. 66 "Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità”.
Il decreto, uno degli otto decreti attuativi della delega per riforma del sistema di istruzione scolastica (c.d. “Buona Scuola”) approvati dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 7 aprile 2017, aggiorna, riorganizza e razionalizza i provvedimenti vigenti in materia, tenendo conto della nuova prospettiva nazionale ed internazionale dell’inclusione scolastica, riconosciuta quale identità culturale, educativa e progettuale del sistema di istruzione e formazione in Italia.
Nell’ambito della promozione dell’inclusione il decreto mette a sistema gli interventi a sostegno dell’inclusione scolastica, per armonizzare e valorizzare le politiche e la cultura inclusiva di tutti gli attori coinvolti: interviene, in particolare, sulla revisione delle modalità e dei criteri di certificazione, la modificazione della formazione iniziale degli insegnanti di sostegno e l’obbligo di formazione sulle tematiche dell’inclusione per il personale della scuola.
L’obiettivo principale è quello di garantire all’alunno e allo studente con disabilità certificata di poter fruire, un un’ottica ragionata, di tutti i servizi di cui ha diritto; si chiariscono inoltre i beneficiari di specifiche misure di inclusione scolastica peculiari per i minori disabili.

-         il testo del decreto 66/2017: [clicca qui]
-         le novità del decreto 66/2017 da La Tecnica della Scuola [clicca qui]

18 feb 2016

finalmente disponibili agli enti locali i contributi per l’assistenza e l’istruzione agli alunni disabili

Proprio ieri abbiamo pubblicato la notizia che il nostro paese è stato premiato a livello internazionale per l’integrazione degli alunni disabili, i quali non frequentano scuole speciali o classi differenziali, ma sono inclusi ovunque nelle classi comuni [clicca qui]. Merito della legislazione, particolarmente avanzata. Non sappiamo se chi ha conferito il premio ha evidenza delle barriere architettoniche presenti in tante scuole, della mancanza di spazi adeguati per la disabilità, del taglio delle ore di sostegno, della carenza di fondi adeguati, dei ritardi con cui vengono erogati.
Pochi giorni fa, il 16 febbraio, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 dicembre 2015 "Riparto del contributo di 30 milioni di euro a favore delle città metropolitane e delle province, per attività di assistenza e di istruzione agli alunni con handicap fisici o sensoriali o in situazione di svantaggio".
Si tratta di 30 milioni di euro che finalmente saranno resi disponibili a 86 enti, città metropolitane e province, che ne hanno fatto richiesta nel 2015 per i servizi di supporto al diritto allo studio degli alunni con disabilità.
L’importo disponibile è stato ripartito in misura proporzionale alla spesa media corrente sostenuta dagli stessi enti locali nel triennio 2012-2014 per le finalità assistenziali citate (si tratta di quasi 113 milioni di euro, importo dunque superiore allo stanziamento previsto). Gli enti beneficiari hanno pertanto ricevuto mediamente il 26,6% delle spese sostenute.
La Città metropolitana di Roma avrà poco più di 4 milioni di euro, seguita da Palermo (1,57 milioni di euro), Milano (1,47) e Catania (1,45). Torino, Bari e Napoli le altre città che riceveranno oltre il milione di euro.

  • Il testo del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 dicembre 2015 pubblicato nella G.U. n. 38 del 16 febbraio 2016 [clicca qui]
  • Le tabelle di riparto [clicca qui]

12 feb 2016

l’italia premiata per l’Integrazione degli alunni disabili

L’impegno dell’Italia per l’inclusione scolastica e per l’abbattimento di ogni barriera per gli studenti disabili ha ricevuto un importante riconoscimento dalla Conferenza del “Progetto Zero”, organismo internazionale che ha l’obiettivo di realizzare un mondo con “zero barriere”. Quest’anno, per il settore dell’Istruzione, “il Progetto Zero” ha premiato il Miur a Vienna, il 10 febbraio, per l’innovativa normativa sull’integrazione del nostro Paese. Si tratta del riconoscimento anche dei risultati conseguiti dalla legge “La Buona Scuola”. Grazie alle assunzioni a tempo indeterminato, i docenti di sostegno con contratto a termine sono scesi dal 40% al 34,3% del totale. La Conferenza Progetto Zero si tiene ogni anno nella sede centrale di Vienna delle Nazioni Unite e raccoglie fino a 500 partecipanti, tra cui esponenti dei Paesi che presentano pratiche e politiche innovative per la disabilità, rappresentanti della rete di partner e altri importanti esperti.Il premio all’Italia ha questa motivazione: “Esemplare nelle aree dell’innovazione, dei risultati e della trasferibilità, la Legge-quadro n. 104 del 1992 per l’assistenza, l’inclusione sociale e i diritti delle persone con disabilità è eccezionale in quanto essa non soltanto prescrive che tutti gli alunni debbano essere inclusi nelle scuole di tutti gli ordini e grado (incluse le Università), sia pubbliche che private, e partecipare pienamente alla vita scolastica, ma soprattutto perché essa è stata applicata in tutto il Paese, che registra pertanto il più alto livello di inclusione delle persone con disabilità nelle classi ordinarie, e gode di un convinto consenso alla piena inclusione a livello nazionale”. Gestito dalla Fondazione Essl in collaborazione con il “World Future Council”, con sede a Ginevra, e dallo “European Foundation Centre”, con sede a Bruxelles, ogni anno il Progetto Zero conferisce premi in tutto il mondo alle pratiche e alle politiche innovative che dimostrano concretamente di essere in grado di migliorare la vita quotidiana e di tutelare i diritti delle persone disabili. La presenza di studenti con disabilità nella scuola italiana ha subito un incremento di circa il 40% nell’arco di un decennio. Secondo i dati dell’anno scolastico 2014/2015 gli alunni diversamente abili sono oltre 234.000. Il 9,5% del totale sono alunni della scuola dell’infanzia; il 37% è nella primaria; il 28,5% è alle scuole medie; il 25% sono ragazzi delle scuole superiori. L’innovazione nell’integrazione
La Buona Scuola (legge 107) prevede una delega legislativa, in corso di definizione, volta a migliorare ulteriormente la qualità dell’inclusione scolastica, stanziando – tra l’altro – 40 milioni di euro per la formazione obbligatoria in servizio di docenti, dirigenti e personale ATA. Fra i progetti innovativi del nostro Paese, lo “Sportello autismo” attivato, a partire da quest’anno, in 106 Centri Territoriali di Supporto (CTS). Si tratta di un servizio che sviluppa un interscambio tra i docenti di uno stesso distretto, mediante visite dirette a scuola e incontri tra colleghi. Ciascuno di loro si rende disponibile per un certo numero di ore a settimana o al mese. Quando giunge una segnalazione – o meglio, una richiesta di supporto – da una scuola, due insegnanti del centro si affiancano al docente dell’istituzione scolastica da accompagnare, svolgono assieme un’osservazione sistematica e individuano soluzioni operative mirate. Rimangono poi in contatto con il collega, assistendolo con consulenze e, se necessario, ritornando sul posto.
Tra gli obiettivi dell’Italia nel settore dell’integrazione, c’è anche la costruzione di un network di scuole polo per l’inclusione a livello europeo, che promuova e valorizzi in contesti internazionali quella che è stata definita la “via italiana all’inclusione scolastica”.
Dal 1998 l’Italia è poi membro dell’Agenzia europea per i bisogni educativi speciali e l’educazione inclusiva (“European Agency for Special Needs and Inclusive Education”), che riunisce 29 paesi dell’area europea. Da quest’anno siede nel Board dell’Agenzia, insieme ad altri quattro Paesi. Il Presidente dell’Agenzia europea, nella sua recente visita in Italia, ha affermato di aver potuto osservare non soltanto un sistema scolastico inclusivo, ma una società accogliente e inclusiva.
Il nostro Paese è stato recentemente selezionato per due importanti progetti: il primo – “Raising Achievement for All Learners” – vede la partecipazione di tre delegazioni pilota (Italia, Polonia e Scozia) individuate su 29 componenti; l’altro – “CRA Country Review and Analisys” – riunisce sei Paesi.
Il premio è stato dedicato a tutto il personale scolastico, alle famiglie e a tutti gli studenti che quotidianamente sono impegnati nel percorso dell’inclusione.

Roma, 11 febbraio 2016
http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/focus110216

3 lug 2015

vogliamo andare a scuola: lo chiedono 4650 studenti lombardi con disabilità

Con l'inizio del prossimo anno scolastico 4.650 alunni e studenti lombardi con disabilità rischiano di restare a casa o ridurre la frequenza scolastica poiché privi dei servizi di assistenza alla comunicazione, assistenza educativa e trasporto.

Il problema nasce a seguito del riordino delle funzioni delle vecchie provincie previsto dalla legge Delrio.  Sembra che né il Governo, né la Regione Lombardia, né le vecchie e nuove Province, né la Città Metropolitana di Milano abbiano trovato il modo di garantire il diritto allo studio a questi bambini e ragazzi: ad oggi infatti nessun ente pubblico accetta ufficialmente le domande di attivazione dei servizi di assistenza e trasporto per il prossimo anno scolastico.

Si tratta di servizi che la legge 104 del 1992 prevede come diritti esigibili e gratuiti, che devono essere garantiti, indipendentemente dai problemi gestionali o economici degli enti pubblici.

Sulla vicenda si è espresso anche il Difensore Civico Regionale: “Considerata la delicatezza della questione prego codesti enti di voler fornire rassicurazioni alle famiglie circa l’individuazione di idonee soluzioni e soprattutto di volere fornire notizie in merito alle iniziative che si intendano intraprendere per permettere agli studenti con disabilità un regolare inizio del nuovo anno scolastico, assicurando il pieno soddisfacimento della domanda di istruzione”.

L’Associazione LEDHA – Lega per i diritti delle persone con disabilità - ha predisposto delle lettere/diffida che i genitori possono inviare alla propria Provincia o alla Città Metropolitana di Milano per chiedere l'attivazione dei servizi di assistenza alla comunicazione, assistenza educativa e trasporto. Qualora gli enti territoriali coinvolti non procederanno con l'attivazione del servizio richiesto, sarà possibile procedere con un ricorso in tribunale.
le famiglie interessate possono scaricare la modulistica
dal sito internet di LEDHA, che per comodità riportiamo di seguito:





Riportiamo dal sito della Ledha la cronistoria di questa vicenda:


<<  È dagli anni Novanta che le Province promuovono e sostengono i servizi per l'assistenza alla comunicazione per gli alunni e studenti con disabilità sensoriali. Si tratta di una competenza “storica” delle Province che, già dagli anni Trenta, erano responsabili dell’assistenza ai ciechi. Una competenza che nessuno ha mai messo in discussione e, fino all'anno scolastico 2014/2015, il servizio è stato fornito con regolarità, attingendo a risorse proprie dei bilanci provinciali.
Diverso il quadro del
servizio di assistenza educativa e del trasporto per gli studenti. Il servizio è stato garantito per molti anni dai Comuni ma sempre con forte conflitto di competenze con le Province: la normativa nazionale (legge 59/1997 e D. Lgs. 112/1998, art. 139) stabilisce che il supporto organizzativo al diritto allo studio nelle scuole del primo ciclo debba essere compito dei Comuni, mentre nelle scuole del secondo ciclo spetta alle Province.
Solo dal 2013, grazie a una sentenza del Consiglio di Stato, è stato definitivamente accertato che assistenza educativa e trasporto per gli studenti delle scuole superiori e dei corsi di formazione professionale spettano alle Province, che da allora vi hanno provveduto grazie a stanziamenti straordinari della Regione, provenienti non solo dalla compartecipazione delle Province al gettito regionale della tassa automobilistica ma anche da residui di fondi regionali per le persone con disabilità (v. Fondo per l'occupazione dei disabili).
In questo quadro interviene la
Legge Delrio che ha ridefinito profilo e funzioni delle Province, delle Città Metropolitane e delle unioni e fusioni di Comuni. Ma non prevede in modo esplicito queste funzioni tra quelle “fondamentali” che rimangono in capo ai nuovi Enti di Area Vasta. Circa un terzo dei cittadini lombardi vive nell'area della nuova Città Metropolitana di Milano, che sostituisce di fatto la vecchia Provincia di Milano.
La Regione ha espresso l'intenzione di confermare sostanzialmente le competenze già precedentemente affidate alle Province (ad eccezione di agricoltura, foreste, caccia e pesca, che avocherebbe a sé) in un Progetto di Legge (223 del 30/12/2014) di attuazione della Legge Delrio, che ancora una volta non nomina esplicitamente i servizi per garantire il diritto allo studio degli studenti con disabilità e non fa passi avanti in Commissione Seconda del Consiglio Regionale, benché sia stata annunciata la sua presentazione in Consiglio Regionale alla fine del mese di giugno.
Nel frattempo, nel mese di aprile 2015, è stato sottoscritto un Protocollo di intesa tra Regione e l'Unione delle province lombarda (Upl), che impegna la Regione a provvedere, con trasferimenti di risorse per 205 milioni, alle funzioni che resterebbero in capo alle province. Di questi fondi, 10 milioni di euro destinati, solo per l’anno 2015, “per far fronte alle criticità legate all’inclusione scolastica, all’assistenza educativa e al trasporto delle persone disabili, in attesa del ripristino da parte dello Stato della necessaria copertura finanziaria”. Espressione generica che sembra non comprendere nello stanziamento l’assistenza alla comunicazione per gli alunni con disabilità sensoriale di tutti gli ordini e gradi di scuola. Nel frattempo il tempo passa e i problemi rimangono sul tappeto (rimandati con ennesima proroga governativa al 30 luglio) e mette per la prima volta in discussione anche l’erogazione anche dei servizi per gli alunni con disabilità sensoriale.
Paradossale, quasi kafkiana
, la situazione a Milano
. Il Comune di Milano (sindaco Giuliano Pisapia) avvisa, con una lettera, le famiglie che non potrà più sostenere il servizio di trasporto e assistenza educativa nelle scuole superiori perché di competenza della Città Metropolitana. Le stesse famiglie ricevono però un'altra comunicazione da parte della Città Metropolitana (sindaco Giuliano Pisapia) che le informa che gli uffici non riceveranno neanche le domande di attivazione del servizio perché nessuno ha attribuito loro questa competenza. >>

15 gen 2015

dalla giustizia amministrativa un gravissimo attacco ai diritti degli studenti con disabilità

Arriva dalla giustizia amministrativa un gravissimo attacco ai diritti delle persone con disabilità. I genitori di una ragazza minore disabile, dopo che l’Amministrazione scolastica aveva disposto la riduzione dell’insegnamento di sostegno da 25 a 12 ore settimanali, avevano fatto ricorso al TAR per vedersi riconosciuto l’intero monte ore, nonché il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali dovuti alla mancata assegnazione dell’insegnante di sostegno e alla rinuncia al lavoro da parte della madre per assistere la figlia.
Il Tar pur avendo riconosciuto l’assegnazione di un insegnante di sostegno per 25 ore settimanali, aveva respinto la richiesta di risarcimento per i danni patrimoniali e non patrimoniali (sentenza TAR Sicilia n. 369/2014).
La famiglia si è pertanto appellata al Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) della Regione Siciliana che, con sentenza n. 617/2014 del 17 novembre 2014, ha però ritenuto infondato l’appello.
Attenzione a quello che scrive il CGA nella sentenza citata:  "[…] se è vero, come periodicamente ribadito anche dalla giurisprudenza, che la 'educazione ed istruzione', piuttosto che la ‘salute’ quale 'diritto fondamentale dell’individuo” [...], specie se riferiti [...] alla cura dei minori handicappati, costituiscono altrettanti diritti personali e sociali oggetto di tutela rafforzata, è anche vero che la tutela c.d. ‘incondizionata’ della salute, ribadita dal primo Giudice per concedere il sostegno nella misura richiesta dai genitori - depurata dalla forte caratura ideologica che ne ha accompagnato la sua rappresentazione politica e giuridica (anche nella cit. sentenza n. 80/2010 della Corte Costituzionale), oltre che mai realizzata nei fatti, sia in termini di prevenzione che di cura - non può per altro verso non subire oscillazioni, specialmente in tempi di crisi finanziaria acuta, come accade per la stagione attuale di finanza pubblica, che inevitabilmente si riverberano sulle scelte dell’Amministrazione, ogni qualvolta questa è chiamata a dover ponderarne la misura".
Chiaro? I diritti costituzionali – istruzione, salute – si affievoliscono in presenza di situazioni di crisi della finanza pubblica.
Nella sentenza viene inoltre detto che: "L’assistenza pubblica ai minori, in tutte le forme con cui questa può essere prestata, è da reputare in via di principio ‘sussidiaria’, o, comunque, non sostitutiva rispetto agli obblighi di assistenza ed educazione che prioritariamente incombono sui genitori che su di essi esercitano la potestà". Il sostegno scolastico viene quindi considerato come un compito della famiglia in cui lo Stato interviene solo in modo "sussidiario". Le famiglie possono quindi essere chiamate, in tempi di crisi e di risorse limitate, a garantire in primo luogo materialmente ed economicamente le ore di sostegno e solo in via sussidiaria dovrebbe provvedere il Ministero dell'istruzione.
Non vi sembra un paradosso? E non è “compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (articolo 3 comma 2 della Costituzione)?
Gli effetti della sentenza si fanno già sentire: l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo ha iniziato a notificare appelli nei confronti delle sentenze del TAR Palermo con le quali era già stato riconosciuto il diritto all’integrazione delle ore di sostegno e al risarcimento del danno.
Si conferma, come già detto in passato, che lo Stato fa cassa sulle categorie socialmente più deboli.

- la sentenza del TAR Sicilia n. 369/2014 [clicca qui]
- la sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana n. 617/2014 del 17 novembre 2014 [clicca qui]

8 gen 2015

bambini con difficoltà nella lettura, ci aiutano case editrici con testi ad alta leggibilità

Secondo le stime più recenti, il 3-5% della popolazione italiana in età prescolare presenta “disturbi evolutivi specifici di apprendimento” (DSA). Per questi ragazzi l’impatto con la lingua scritta è molto difficile, comporta fatica, tensione, sforzo. Per superare queste difficoltà sono necessari testi idonei che non stanchino e non costringano a rinunciare ad un diritto fondamentale: la lettura.
Per un lettore normodotato le parole scorrono senza problemi, per pagine in cui le lettere si susseguono perfettamente e ordinatamente. Ma per un dislessico non è esattamente così. Le lettere si confondono, si mescolano, rendendo la lettura un problema.
Ma i bambini dislessici non sono i soli ad avere questo problema. Anche i sordi e i bambini con altri handicap (neurosensoriali e non) hanno difficoltà nella lettura. E poi ci sono i cosiddetti  "lazy readers" (lettori pigri). Si consideri inoltre la crescente presenza di bambini di madre lingua non italiana. Per tutti questi è importante avere libri che aiutino a leggere con piacere e senza difficoltà. Negli ultimi anni diverse case editrici hanno pubblicato testi che rispondono a criteri di leggibilità utili per le categorie di lettori citate: interlinea aumentata, spaziatura espansa del testo, capitoli brevi e paragrafi spaziati tra loro, carattere tipografico (font) "alta leggibilità", nati cioè sulla base di criteri condivisi con genitori, insegnanti e terapisti che si traducono in una serie di accorgimenti linguistici (lessicali e sintattici) e tecnici (tipografici e d'impaginazione), che rendono la lettura più facile per tutti.
L’alta leggibilità si determina sia abbattendo le barriere tipografiche, sia migliorando la comprensione del testo. Abbattere le barriere tipografiche vuol dire adottare criteri che rendono più "amichevole" la pagina:
  • testo non giustificato, con lunghezza irregolare delle righe per facilitare il passaggio da una riga all'altra e per evitare la divisione in sillabe;
  • paragrafi spaziati che offrono a chi legge dei traguardi di lettura facilmente raggiungibili;
  • carta color crema che non dà riflessi e di uno spessore tale da scongiurare la trasparenza del verso della pagina
  • l'uso di caratteri (font) specifici.
Per avvicinare alla narrativa anche i più pigri sono scese in campo alcune case editrici. Tre di queste, come Bianconero, Sinnos e Angolo Manzoni hanno dato alle stampe volumi ad "alta leggibilità".
La casa editrice romana biancoenero ha creato un carattere ad alta leggibilità messo a disposizione gratuitamente per tutte le istituzioni e i privati che la utilizzino per scopi non commerciali. Il font è stato studiato per non confondere le lettere, in particolare le lettere speculari come b-d, p-q, a-e. E’ disponibile in due versioni: opentype, ottimizzata per la stampa, e truetype, ottimizzata per il web.
Daniele Zanoni, colonna importante del progetto, una laurea in fisica e un curriculum di rilievo, è anche lui dislessico: "Ho sempre avuto difficoltà ad automatizzare la lettura e so quanto per noi sia importante ogni piccolo accorgimento. La dislessia, pur essendo un fenomeno evolutivo, non ha niente a che fare con l'intelligenza di una persona, associare le due cose è quindi un grave errore. Purtroppo, specie nelle scuole elementari, da parte degli insegnanti c'è un approccio sbagliato al problema. Per aiutare un bambino che ha difficoltà nella lettura bisognerebbe evitare i dettati, coinvolgerlo in attività che utilizzino il ragionamento e farlo sedere in prima fila. Utilizzare la font di Bianconero soprattutto alle elementari, cioè nell'età in cui si consolida la lettura, può essere davvero un contributo importante contro la dislessia".

Anche le case editrici Sinnos e Angolo Manzoni utilizzano specifici caratteri più leggibili.

- sito della casa editrice biancoenero: [clicca qui]
- sito della casa editrice Angolo Manzoni: [clicca qui]
- sito della casa editrice Sinnos: [clicca qui]

18 dic 2014

il testamento di franco bomprezzi: "forza giovani, scatenatevi, io vorrei riposarmi"

E' morto Franco Bomprezzi, presidente di  Ledha-Lega per i diritti delle persone con disabilità, punto di riferimento per tutte le persone con disabilità e per tutti coloro che lottano per i diritti. Scrittore e giornalista, ha condotto un'intensa attività sui temi della disabilità: ha fondato e diretto alcuni importanti portali d'informazione come "Superabile.it" e "Superando.it"; è stato animatore del blog "InVIsibili" sul Corriere della Sera e autore del blog "FrancaMente" sul sito di Vita.it.

Più volte nel corso di questi anni abbiamo segnalato nel nostro blog le attività dell'Associazione Ledha a sostegno di quei genitori di studenti disabili a cui l'amministrazione scolastica sia statale che regionale ha tagliato, pur di fare cassa, fondi ed opportunità [clicca qui oppure clicca qui]. Certamente uno dei momenti più biechi e volgari di una manovra tutta politica volta a demolire la scuola pubblica statale, senza riguardo né rispetto alcuno per la categoria più debole, che ha costretto le famiglie a rivolgersi ai tribunali della Repubblica.

Dal numero doppio di dicembre 2014-gennaio 2015 della rivista stampata mensile SuperAbile Magazine l'ultimo articolo di Franco Bomprezzi.

A caccia di parole
Ci vorrebbe un concorso per creativi. Lo dico sinceramente. Sarei davvero ricco se avessi voluto o potuto chiedere royalties su almeno due titoli che sono scaturiti dalla mia mente malata, in condizioni differenti, ma con il medesimo desiderio di individuare parole comprensibili a tutti, e capaci di svegliare chi dorme, anche nel mondo della comunicazione.
"SuperAbile" e "Invisibili": ebbene sì, in tempi diversi e in contesti editoriali lontani, sono definizioni approvate in altrettanti brainstorming, ma scaturite da mie elucubrazioni mentali, stanco come ero, e come sono, delle banalità riferite al mondo delle persone con disabilità. SuperAbile nacque sulla scia dell'epopea sfortunata di Christopher Reeve, Superman divenuto negli anni terminali della sua esistenza un grande protagonista delle battaglie statunitensi per la ricerca e per i diritti delle persone paratetraplegiche e non solo. Da quell'accostamento onirico nacque la testata del portale Inail e di questo magazine.
Ne sono felice e orgoglioso. "Invisibili" è figlio di una constatazione personale, ossia la capacità della gente, per strada, nei negozi, nei luoghi pubblici, di non vedere - nel senso letterale - una persona con disabilità motoria, sensoriale o intellettiva. Ne è nato un blog molto seguito su Corriere.it e anche di questo sono felice e orgoglioso.
Ma mi domando: è possibile che il nostro mondo non riesca a elaborare con fantasia, ironia, leggerezza, coraggio, incoscienza, qualche altra chiave di comunicazione? Possibile che l'alternativa, orrenda, sia stato solo quel "diversamente abile" che tuttora invade e inquina ogni ragionamento sensato sulla pari dignità, sui diritti, sull'inclusione sociale? Forza giovani, scatenatevi. Io vorrei riposarmi.
(Franco Bomprezzi, 18 dicembre 2014)


30 giu 2014

trasporto scolastico delle persone con disabilità, stabiliti i criteri per il rimborso da parte della regione lombardia

E' uscita, ad anno scolastico ormai terminato, la delibera che dà la possibilità sia alle famiglie che non hanno avuto, ingiustamente, alcun finanziamento per il trasporto casa/scuola dei propri figli con disabilità grave, sia ai Comuni, di richiedere i rimborsi relativi a spese già effettuate e documentabili

Il testo della delibera di Giunta
del 13 giugno 2014 n. 1952 della Regione Lombardia sui "Contributi previsti dal Decreto interministeriale 184/2014 volti a facilitare l'accesso e la frequenza degli studenti con disabilità ai corsi di istruzione secondaria di secondo grado e di istruzione e formazione in diritto/dovere a.s. 2013/14" [clicca qui]

Di seguito i
l parere del Servizio Legale LEDHA sulla delibera [clicca qui]

14 gen 2014

sostegnonotagli, gli incontri con l'amministrazione scolastica

Lo scorso mese di Dicembre 2013 si sono tenuti gli incontri del gruppo SostegnoNoTagli con il Comune di Milano e l’Ufficio Scolastico Territoriale di Milano  per segnalare i gravi e persistenti problemi di inclusione scolastica degli alunni con disabilità.
Le delegazioni hanno consegnato le lettere sottoscritte da genitori, insegnanti e operatori del settore (il nostro post del 3 dicembre 2013: clicca qui).
In entrambi gli incontri, il gruppo SostegnoNoTagli ha richiesto di ricevere risposte scritte alle domande poste nelle lettere consegnate. Sia il Comune che l’UST hanno confermato che le avrebbero fatte avere al più presto.

Nell’attesa, pubblichiamo le relazioni degli incontri redatte dal gruppo SostegnoNoTagli:
- relazione incontro Comune del 13 dicembre 2013 [clicca qui]
- relazione incontro UST del 18 dicembre 2013 [clicca qui]

3 dic 2013

sostegnonotagli, le lettere all'amministrazione scolastica milanese

Lo scorso 13 novembre [clicca qui] abbiamo segnalato l’iniziativa del gruppo “SostegnoNoTagli” sui gravi e persistenti problemi di inclusione scolastica degli alunni con disabilità. 
“SostegnoNoTagli”, un gruppo spontaneo, sorto nel 2009, costituito da oltre 200 persone fra genitori, insegnanti e coloro che operano nella scuola per una reale inclusione degli alunni con bisogni educativi speciali di Milano e Provincia, si è rivolto all’amministrazione scolastica milanese per richiedere su questi temi e sulle criticità riscontrate un incontro con due lettere, una diretta al Comune di Milano, l’altra all’Ufficio Scolastico Ambito Territoriale di Milano.

Riportiamo il testo delle due lettere, con le firme dei sottoscrittori, inviate via email venerdì 29 novembre ai destinatari indicati [lettera per il Comune] [lettera per l’UST]
Ad oggi non risulta ancora alcuna risposta dai due enti.

Spett.le Comune di Milano - Assessorato all'Educazione e all'Istruzione
Egregio Dott. Cappelli,
in allegato la richiesta di un incontro a breve su specifici aspetti del diritto allo studio e all'inclusione scolastica di alunni e studenti con disabilità.
La giornata del 3 dicembre, in quanto giornata mondiale delle persone con disabilità, sarebbe per noi la più indicata tuttavia, qualora non Le fosse possibile incontrarci, La invitiamo a proporre altra data.
La richiesta è inviata come Gruppo “SostegnoNoTagli” e sottoscritta attualmente da 177 persone, appartenenti al gruppo e non solo. La raccolta delle firme è ancora in corso.
In attesa di un Suo cortese cenno di riscontro, porgiamo cordiali saluti
Il gruppo “SostegnoNoTagli”


Spett.le Ufficio Scolastico per la Lombardia - Ambito Territoriale di Milano
Gentile Dott. Petralia,
in allegato la richiesta di un incontro a breve su specifici aspetti del diritto allo studio e all'inclusione scolastica di alunni e studenti con disabilità. La richiesta è inviata come Gruppo SostegnoNoTagli e sottoscritta attualmente da 177 persone, appartenenti al gruppo e non solo. La raccolta delle firme è ancora in corso.
In attesa di un Suo cortese cenno di riscontro, porgiamo cordiali saluti
Il gruppo SostegnoNoTagli

13 nov 2013

diritti alunni con disabilità: raccolta firme per incontri con ufficio scolastico e comune di milano

Il gruppo “SostegnoNoTagli” pone all’Amministrazione milanese domande dirette sui gravi e persistenti problemi di inclusione scolastica degli alunni con disabilità. 
Per questo motivo ha preparato le due lettere allegate al fine di avere due incontri: una lettera è indirizzata al Comune di Milano (Dott. Cappelli, Assessore all’Educazione e all’’Istruzione) [CLICCA QUI] e l’’altra all’Ufficio Scolastico (Dott. Petralia, Direttore Ufficio Ambito Territoriale di Milano) [CLICCA QUI].
Se condividi la nostra azione, aderisci sottoscrivendo le lettere e stimolando anche i tuoi contatti a farlo. Le lettere posso essere sottoscritte da tutti, non solo genitori di figli con disabilità o insegnanti di sostegno ed educatori: una scuola veramente inclusiva garantisce il diritto di tutti gli alunni e studenti, con o senza disabilità, e tutti i cittadini possono sostenere questo diritto. 
Per sottoscrivere scrivi a firma.lettere.sostegnonotagli@gmail.com indicando:
1) quale lettera vuoi sottoscrivere (Comune, Ufficio Scolastico o entrambe)
2) nome, cognome
3) luogo di residenza
4) se sei genitore, insegnante, educatore o altro (specificare)
5) eventuale gruppo, movimento o associazione di appartenenza
Ti informeremo via email sulle date degli incontri e sull’’andamento dell’iniziativa (se possibile cercheremo di fissare gli incontri per il 3 dicembre, Giornata Internazionale delle persone con disabilità: sarebbe bello ed importante essere in tanti).
Se sei interessato a sottoscrivere fallo per favore subito e gira subito questo email ai tuoi contatti, grazie al tuo aiuto potremo fare massa critica e le nostre richieste non cadranno nel vuoto.   
Grazie per l’attenzione e buona giornata,   
Gruppo “SostegnoNoTagli”
SostegnoNoTagli è un gruppo spontaneo sorto nel 2009 costituito da oltre 200 persone fra genitori, insegnanti e coloro che operano nella scuola per una reale inclusione degli alunni con bisogni educativi speciali di Milano e Provincia.

20 set 2013

la discriminazione degli alunni disabili (di. g. caliceti)

La contro-riforma Gelmini ha dimezzato le ore di lavoro degli insegnanti di sostegno ai bambini diversamente abili. Una grave lesione del diritto. Ma ora le mamme di questi bambini protestano, si organizzano su Facebook (un migliaio in pochi giorni) e chiedono di essere ascoltate.

Un giorno, durante una mensa scolastica, una mia alunna di 9 anni mi ha detto una frase che non scorderò mai. Parole testuali: «Sai, maestro, prima di essere in questa classe con Matteo - un compagno disabile seguito per 24 ore su 40 certificate dall'Asl - a me, quei bambini come lui, facevano un po' paura. E anche un po' schifo. Perché non li conoscevo. Invece adesso ho capito che sono bambini come noi e capiscono, si emozionano, ci puoi parlare... Non mi fanno più schifo, ma tenerezza. Non mi fanno più paura».
Basterebbero queste parole per giustificare, se mai ce ne fosse bisogno, la presenza dei bambini diversamente abili nelle classi dei nostri figli. Un valore aggiunto non solo per loro, ma per i nostri figli. Ma si potrebbe anche parlare della loro inclusione come una delle qualità maggiori della nostra scuola pubblica che, fino al 2008, era studiata in tutto il mondo: perché rappresentava non solo una conquista di civiltà, ma anche, nell'ampio periodo, un risparmio economico. Oppure basterebbe ascoltare le parole di un esperto internazionale del problema come il professor Canevaro, fino al 2008 consulente del ministero all'Istruzione, che in quell'anno, per protesta, diede le sue dimissioni motivandole in modo ineccepibile senza che nessun media ne parlasse. Peccato che dal 2008, con i tagli fortissimi ai docenti di sostegno, oggi a scuola si rischi di promuovere il razzismo tra i genitori. Invece della solidarietà a chi ha più difficoltà e meno opportunità iniziali. Perché questi alunni spesso ricadono sui docenti di classe già tartassati. Perché in tanti dicono che con loro in classe si rallenta il famoso programma. Perché nessun docente, purtroppo, possiede ancora il donno dell'ubiquità. E così i bambini diversamente abili smettono di essere bambini e, improvvisamente, diventano solo un problema.
Ci sono genitori-utenti/clienti della scuola-azienda che chiedono o pretendono, nella scuola pubblica, che nella classe dei loro figli «quelli lì» non siano presenti. Per quanto riguarda le scuole private il problema non si pone: non sono quasi mai ammessi. Farebbero crollare il bilancio. Perché costano circa venti/trenta volte un bambino «normale». Lo stipendio di un docente di sostegno equivale a quello di un insegnante unico che gestisce 25/28 alunni «normali». Si arriva così, quasi senza accorgersene, all'istigazione alla discriminazione. E' una delle conseguenze più aberranti e incivili della controriforma scolastica Gelmini. E' una vergogna nazionale di cui tutti tacciono. Adesso le mamme di questi bambini protestano. Si attiva una rivolta. Si organizzano insieme. Su Facebook. Sono diventate un migliaio in pochi giorni. Hanno figli in età scolastica, ma a scuola non ricevono l'aiuto che dovrebbe avere. Almeno stando all'articolo 3 della Costituzione. Si sono rivolte a un giudice.
Per intentare una causa al tribunale civile. Collettiva. Per discriminazione. Nonostante il governo Letta, alcuni giorni fa, abbia annunciato l'immissione in ruolo di oltre 26mila insegnanti di sostegno in tre anni. Troppo pochi. Non bastano. Non vogliono le briciole, per i loro figli. Non vogliono risolvere la soluzione solo per il proprio figlio, ma per i figli di tutte. Negli ultimi 8 anni, secondo la Fish, la più grande associazione in difesa dei disabili, ci sono state almeno 20mila cause intentate da genitori con figli disabili a cui i Tar (i Tribunali amministrativi regionali) hanno dato ragione e torto al ministero dell'Istruzione. Senza docenti di ruolo non è che in classe l'insegnante di sostegno non c'è: ma si deve ricorrere ai supplenti, e si perde la continuità didattica che soprattutto per gli handicap psichici è molto pesante. E la presenza degli alunni con disabilità è in crescita. Sono circa 204mila nella scuola italiana, il 4% del totale, secondo i dati della Fish. Seimila alunni l'anno in più nell'ultimo decennio, ha calcolato l'Istat. Più della metà, 81mila, frequentano la scuola primaria, altri 63 mila studiano nelle scuole medie. Il ritardo mentale, i disturbi del linguaggio, quelli dell'apprendimento e dell'attenzione sono i problemi più frequenti. Uno su 5 (il 19,8%) ha un handicap abbastanza grave e ha bisogno di essere aiutato nel mangiare, o per spostarsi e andare in bagno. Il 7,8% non riesce a fare nessuna di queste tre cose. Alunni che richiedono un'assistenza costante. E la scuola sfigurata dai tagli al bilancio non riesce più e a darla. Con il taglio della spesa pubblica si è ridotto il numero delle ore di sostegno e dalle 22 settimanali previste se si arriva a 11 è già tanto. E quando non c'è il docente di sostegno il bambino viene lasciato in solitudine nella classe. Perso. Seguito a fatica dagli insegnanti di «posto comune» che non hanno una preparazione specifica. E gli insegnanti di sostegno, con gli spezzoni di ore sono spesso costretti a dividersi in scuole diverse. Così corrono da una parte all'altra. Ma non è solo questione di insegnanti. Le amministrazioni locali faticano sempre più a sostenere la spesa. Si affidano a educatori di cooperative sociali senza preparazione e spesso sottopagati a 6 euro l'ora, meno di una babysitter. Ripetiamo: senza esperienze e senza una preparazione specifica. In alcuni casi anche i bidelli, anche loro sempre meno, finiscono per trovarsi ad aiutare nella gestione dei disabili, anche se è una pratica fuorilegge. Così capita spesso che i genitori devono riportare a casa il figlio disabile prima della fine delle lezioni per non lasciarli soli, visto che non è garantito loro il diritto allo studio e neppure un'assistenza adeguata.

(Giuseppe Caliceti, il manifesto, 13 settembre 2013)

31 lug 2013

mio figlio disabile rifiutato dalle scuole

Sono la madre di un ragazzo disabile con problemi motori, ma senza alcun deficit cognitivo, che ha conseguito il diploma di scuola media con 10 e lode e che vorrebbe continuare gli studi superiori. Ma dopo aver presentato domanda d’iscrizione in varie scuole, ho ricevuto sempre il consiglio paternalistico di ritirare la domanda poiché, a detta dei dirigenti scolastici, mio figlio si sarebbe trovato di fronte a problemi insormontabili, dovuti all’impreparazione della scuola ad affrontare situazioni come la sua, all’inadeguatezza o all’inesperienza del corpo docente. Anche gli insegnanti di sostegno non sarebbero preparati a predisporre un percorso didattico adatto a uno studente con handicap come quello di mio figlio, che, ripeto, non ha alcun deficit cognitivo. Gli operatori scolastici che, “nell’interesse del discente e del suo nucleo familiare”, mi hanno dissuaso dall’iscrivere mio figlio presso i loro istituti sono vari: la scuola media Pluchinotta di Sant’Agata li Battiati (tre anni fa), uno dei più prestigiosi licei scientifici di Catania (quest’anno) e il Liceo Artistico statale M. M. Lazzaro di Catania. La vicepreside e il responsabile al sostegno mi hanno indotto a ritirare la domanda d’iscrizione adducendo “valide” argomentazioni quali: “L’Arte non è una disciplina nella quale ognuno ha la possibilità di esprimersi liberamente”, demolendo così la mia ingenua certezza che attraverso l’espressione artistica si potesse superare ogni barriera di rigidi canoni disciplinari e soprattutto mentali. A mio figlio sarebbe stato negato anche l’uso dell’argilla perché mai avrebbe potuto realizzare una bocca o un naso perfetti. Ho suggerito che sarebbe potuta essere accettata anche una forma astratta di quella bocca, ma la vicepreside inorridita mi ha risposto: “Ma no, sappi (sic.!) cara signora che questa è una scuola ad indirizzo artistico! Non esiste la libertà d’espressione. Adesso le abbiamo messo qualche dubbio, rifletta se è il caso o no che suo figlio frequenti questa scuola”.
A questo punto ho avuto seri dubbi, è vero. Non che mio figlio non sarebbe riuscito a superare le difficoltà che il suo corpo gli impone, ma che tutti questi rifiuti potessero ulteriormente ferirlo. Mi sembra tuttavia incredibile che in un Paese che si dice civile, dove il diritto all’istruzione è garantito per legge, possano verificarsi episodi come quelli che ho descritto. Sono stanca di dover sempre dimostrare che mio figlio non è cretino, che ha il diritto di andare a scuola, che non gli si può negare nei fatti questo diritto. Vorrei poter gridare ciò che i genitori di un disabile subiscono nella segretezza delle quattro mura di una presidenza, in assenza di testimoni e senza l’arma concreta dell’impugnabile verbalizzazione: “Suo figlio non può iscriversi a questa scuola”. L’abilità retorica consiste nell’utilizzo di eufemismi, di litoti, del non detto affinché tutto possa concludersi con la fatidica frase: “Ma signora, è stato tutto un malinteso!”
Anna La Rosa

la Repubblica, 31 luglio 2013 

18 lug 2013

sostegno scolastico, condannato il miur

Il Tribunale di Milano ha condannato il Miur per discriminazione ai danni di studenti con disabilità "per aver previsto una dotazione di insegnanti di sostegno inferiore a quella necessaria" [il testo della sentenza del 6 lug 2013].
E’ una vittoria, nelle aule di tribunale, per le famiglie di 16 ragazzi con disabilità che, nel corso dell'anno scolastico 2012-2013, si erano visti assegnare un numero di ore di sostegno inferiore alle loro esigenze. Lo ha stabilito il giudice della Prima sezione civile del Tribunale di Milano accertando la condotta discriminatoria del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur) ai danni degli studenti con disabilità "per aver previsto una dotazione di organico di insegnanti di sostegno inferiore a quella necessaria per soddisfare le necessità rappresentate dagli organismi scolastici e nei Piani educativi dei minori". Oggetto del ricorso (presentato dall'Associazione Ledha e da 16 famiglie) i provvedimenti adottati dal Miur tra l'aprile 2010 e il luglio 2012 con cui si è determinata una riduzione del numero di insegnanti di sostegno a fronte di un incremento del numero di studenti con disabilità.
A seguito di questi tagli, molti ragazzi con disabilità non hanno potuto usufruire del monte ore di sostegno necessario.
"Leggendo le motivazioni addotte a difesa, da parte delle istituzioni scolastiche e del Ministero non posso non rilevare con preoccupazione il continuo riferimento alla necessità di contenere i costi" sottolinea Franco Bomprezzi, portvoce di Ledha.
"Il giudice, oltre a sanzionare il comportamento del Ministero, per evitare possibili ripetizioni delle condotte discriminatorie accertate ha ordinato che per il prossimo anno scolastico l'Amministrazione fornisca tutte le ore che verranno indicate nel Piano educativo individualizzato per gli alunni che hanno promosso l'azione", aggiunge l'avvocato Livio Neri. "Ovvero una misura per evitare nel futuro il reiterarsi della discriminazione accertata".

6 dic 2012

il manifesto inclusivo del gruppo sostegnonotagli

Il gruppo SostegnoNoTagli, in occasione della Giornata Mondiale delle Persone con Disabilità (3 dicembre 2012), ha pubblicato un Manifesto che invita a riflettere sul valore dell'inclusione scolastica degli alunni con bisogni speciali.
Il documento rappresenta inoltre un valido supporto per tutti gli operatori coinvolti affinché usufruiscano al meglio degli strumenti normativi che la nostra legislazione prevede.

Spesso nelle scuole gli strumenti volti all'inclusione (il GLHI-Gruppo Lavoro Handicap d'Istituto, il GLHO-Gruppo Lavoro Handicap Operativo, il PEI Piano Educativo Individualizzato) vengono poco considerati o addirittura non utilizzati, nonostante siano previsti per legge.

Il Manifesto si prefigge di evidenziare l'importanza di questi strumenti in un'ottica che consenta di uscire dalla burocrazia, di cui sono stati spesso velati, per riportare alla luce i contenuti per i quali sono stati pensati ed il valore di cui dispongono.
SostegnoNOtagli è un gruppo di oltre 190 persone fra genitori, docenti ed educatori nato per mantenere i contatti tra tutti quanti operano nella scuola per l'integrazione degli alunni con bisogni speciali di Milano e Provincia, a seguito della crescente impossibilità di garantire una efficace ed effettiva inclusione scolastica.


- Il testo del Manifesto inclusivo del gruppo SostegnoNoTagli [CLICCA QUI]

- La circolare del Miur “Linee guida sull'integrazione scolastica degli alunni con disabilità” del 4 agosto 2009 [clicca qui]
- Il testo delle linee guida [clicca qui]

6 mar 2012

vinto il ricorso legale collettivo per le ore di sostegno agli alunni diversamente abili

Lo scorso 5 marzo 2012 il TAR del Lazio ha depositato la [sentenza n. 1176] con la quale ha riconosciuto il diritto al rapporto 1 alunno diversamente abile / 1 insegnante di sostegno.
Il ricorso è stato promosso e organizzato dal  Coordinamento Scuole Elementari di Roma. Vi hanno partecipato 13 famiglie ai cui figli, frequentanti la scuola dell'infanzia (ex materna) o la scuola primaria (ex elementare), non era stato assegnato dal Ministero dell’Istruzione il numero delle ore di sostegno di cui avrebbero avuto diritto secondo la Diagnosi Funzionale redatta dalle ASL.
Questo ricorso è di fondamentale importanza poiché è il primo ricorso collettivo che viene effettuato e vinto presso il TAR del Lazio.
L’esito positivo non riguarda solamente le 13 famiglie ricorrenti, ma assume una valenza sociale e di civiltà del Paese in linea con i  principi di uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione.
Infatti, il riconoscimento di un numero adeguato delle ore di sostegno, secondo la diagnosi funzionale, al fine di garantire il diritto all’istruzione per gli alunni diversamente abili, viene nella stragrande maggioranza dei casi disatteso dal Ministero dell’Istruzione che come noto, fa cassa anche sulla pelle dei nostri figli disabili [per leggere i numerosi post dedicati dal ns blog all’argomento clicca qui].
Il sito del Coordinamento Scuole Elementari di Roma: [clicca qui]

25 feb 2012

chi assiste a scuola i ragazzi disabili (di franco buccino)

La scuola ha chiamato la nonna di Luca, un ragazzo disabile, perché il nipote se l’è fatta addosso. La signora si precipita a scuola con l’occorrente, anche se salviette e ricambio stanno sempre nella cartella del nipote. Lo pulisce e lo cambia sotto gli occhi dell’assistente materiale, che sta lì in piedi, a braccia conserte, con uno sguardo tra severo e accigliato. L’assistente si rivolge alla signora facendole notare che è quasi mezzogiorno e le chiede se si porta via il nipote. E no - sbotta la nonna - c’è ancora un’ora e mezza di scuola; vengo a prenderlo alla fine delle lezioni. Mentre va via, già si pente per quello scatto. Sia chiaro, la signora ha energia e risorse per mettere in riga assistente materiale, insegnanti e preside. Teme per suo nipote. Non che lo maltrattino, ma che lo prendano in antipatia. A pensare, dice, che il mattino il papà lo obbliga a stare seduto sul water anche per un’ora. Proprio per evitare quell’inconveniente e soprattutto l’umiliazione al figlio. Insomma, tornando battagliera, chiede quali siano i compiti dell’assistente materiale. Una bella domanda. Che però dovrebbe essere preceduta da un’altra. Qual è il diritto allo studio dei ragazzi diversamente abili nel nostro paese.

13 gen 2012

prof in soprannumero da riconvertire sul sostegno, il ministero ci ripensa

Il 12 dicembre 2011 il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato sul sito dell’Ansas, l'[Agenzia nazionale dello sviluppo per l'autonomia Scolastica] un bando [leggi] per il reclutamento di insegnanti in esubero da “specializzare” nel sostegno.
Il bando aveva causato numerose polemiche da parte delle associazioni delle persone con disabilità e di quelle del mondo della scuola poiché il corso di abilitazione previsto era costituito da due ore di formazione in presenza, seguite da 120 ore di formazione on-line (un corso abilitante prevede 800 ore, esami di didattica speciale e per l’integrazione, area psicologia, psicopatologica e dello sviluppo, normativa dedicata alla disabilità, laboratori applicativi, e un lungo tirocinio).
«Le Associazioni di persone con disabilità non sono disponibili ad accettare una tale superficialità nella formazione dei futuri docenti per il sostegno»: sono le parole di Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) a seguito della pubblicazione del bando. Lo stesso Nocera - in una lettera inviata al Direttore Generale dell'ANSAS e ai vari altri referenti ministeriali coinvolti - aveva chiesto che quel bando fosse rivisto, almeno per alcuni articoli specificamente analizzati.
Il 5 gennaio scorso, l’Ansas, con il Decreto n. 10 [leggi], ha deciso di «revocare in autotela» il precedente provvedimento, «per sopravvenuti motivi di pubblico interesse e di nuova valutazione dell'interesse pubblico originario», determinando quindi «la caducazione [!] in via automatica di tutte le candidature inoltrate».
Soddisfazione è stata espressa anche dall'ANIEF [AssociazioneProfessionale Sindacale], organizzazione che si è distinta per una dura protesta e che in una nota ufficiale rileva di voler «continuare a vigilare, nell'interesse di alunni e docenti, su ogni azione che verrà intrapresa sulla formazione degli insegnanti».
«Anziché ipotizzare nuovi modelli per la formazione degli insegnanti di sostegno, che dal 1998 è stata delegata con successo alle Università, il Ministero - viene ancora sottolineato da parte dell'ANIEF - farebbe bene ad attivarsi ad esempio per formare gli insegnanti sui disturbi specifici di apprendimento, a un anno dall'approvazione della Legge 170/2010 [leggi il ns post del 14 ott 2010], e per fare attivare dai Direttori Scolastici Regionali tutti i posti in deroga, senza discriminare o penalizzare gli alunni con handicap meno gravi nell'assegnazione delle ore».

29 ott 2011

alunni con disabilità: porte chiuse a genitori e docenti che provano a parlare dei loro diritti

I genitori, gli educatori e i docenti del gruppo SostegnoNoTagli - Milano -scrivono all'Ufficio Scolastico Regionale

Gentile dottore,
Chiediamo di parlare di diritti, ci proponete di parlare di singole situazioni. Ci ripetete più volte che la possibilità stessa di un incontro è vincolata alla preventiva segnalazione, e documentazione scritta, di specifiche esigenze. Altrimenti la vostra porta resterà chiusa. Non ci pare elegante e forse è sintomatico di una visione abbastanza eccentrica del rapporto tra istituzioni e cittadini.
Per il rispetto che dobbiamo al Vostro Ufficio pensavamo che Vostro compito fosse affrontare in modo serio ed efficace l’organizzazione del sistema scolastico lombardo nel suo complesso, seguendo regole ben precise e ponendo attenzione agli effettivi bisogni e non già all’ordine con il quale file di genitori e docenti si presentano alla vostra porta. In tal senso illustrare “preventivamente singole situazioni in dettaglio”, come voi ci chiedete, è opera superflua; riproposizione di un meccanismo da tardo impero gratificante, forse, per i filantropi, ma alquanto penoso per chi è costretto a genuflettersi al loro cospetto.
Le situazioni, tutte, ad una ad una, sono già presenti nei vostri fascicoli e nei vostri computer. Analizzarle e dare opportune e tempestive risposte ai bisogni di ognuno è, da parte vostra, non già un generoso omaggio, ma un preciso dovere.