Nel 730/2017 la
detrazione pari al 19% delle spese per la frequenza scolastica si
estende ai costi sostenuti per la mensa e copre anche i servizi
integrativi come il pre e il post scuola e l’assistenza al pasto. Il bonus scatta anche se il servizio è reso tramite il Comune o
altri soggetti terzi rispetto alla scuola e se non è stato deliberato
dagli organi di istituto. Si tratta, infatti, di un servizio previsto
dall’ordinamento scolastico per tutti gli alunni
delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie e secondarie di
primo grado.
Sono ammesse anche le detrazioni sulle spese per gite scolastiche,
per l’assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico
finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa,
come per esempio corsi di lingua, teatro, etc, deliberato dagli organi
d’istituto.
Rientrano invece tra le spese di istruzione universitaria
agevolabili, e beneficiano quindi della relativa detrazione, quelle
sostenute per la frequenza degli Istituti tecnici
superiori (poiché assimilabili alle spese per la frequenza di corsi
universitari). Per lo stesso motivo, gli studenti degli Its hanno
diritto a usufruire anche della detrazione per canoni di locazione.
Al massimo è possibile detrarre 564 euro per l’anno 2016 per alunno o studente, da ripartire tra gli aventi diritto.
La detrazione non è cumulabile con quella prevista
dall’art. 15, comma 1, lett. i-octies del TUIR per le erogazioni
liberali a favore degli istituti scolastici.
Agenzia delle Entrate - Circolare 7/E del 4/4/2017 - Estratto della "Guida alle dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all'anno d'imposta 2016" [clicca qui]:
- sommario (pagg. 1-5)
- spese di istruzione non universitarie (pagg. 84/86 - pdf pagg. 6-8)
- spese di istruzione universitarie (pagg. 87/96 - pdf pagg. 7-18)
- erogazioni alla scuola / School Bonus (pag. 315 - pdf pag. 19)
servono azioni forti in difesa della scuola pubblica [gianni gandola]
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6 apr 2017
4 apr 2014
il contributo volontario dei genitori, quanta ipocrisia
Periodicamente
si torna a parlare del contributo, definito volontario, richiesto dalle
Scuole ai genitori per garantirne il funzionamento. E’ di pochi giorni
fa (25 marzo 2014), l’intervento alla Camera dei Deputati del
sottosegretario all’istruzione, Roberto Reggi, in risposta
all’interrogazione di parlamentari che avevano chiesto di intervenire in
merito agli abusi di alcuni Dirigenti che impongono ai genitori
l’obbligo di versare il contributo.
Il
sottosegretario ha informato che il Miur ha attivato un sistema di
monitoraggio, affidato agli uffici scolastici regionali, per rilevare
abusi e violazioni.
Lo stesso ministro del Miur Stefania Giannini ha dichiarato il 24 marzo al Corriere della Sera che "non è possibile obbligare le famiglie con metodi inappropriati a pagare contributi che per definizione sono volontari".
Addirittura anche l’ex ministro Mariastella Gelmini, proprio lei che in coppia con Giulio Tremonti ha sottratto in tre anni 10 miliardi di fondi alla scuola pubblica, sente il dovere di intervenire affermando che "Le
tasse scolastiche sono l'unico versamento obbligatorio per le
iscrizioni alla scuola e sono previsti, anche per le tasse, casi di
esenzione. Tutte le altre forme di contributi richiesti dalle scuole
devono essere chiaramente volontari, come avevo ricordato durante il mio
incarico ministeriale e come ribadito più volte con la circolare del 20
marzo 2012 e ribadito da ultimo dalla curricolare del 7 marzo 2013" e che "E'
disdicevole che il Ministero si veda costretto ogni anno a richiamare
le scuole a comportamenti rispettosi della norma e a non gabellare per
obbligatori contributi invece volontari, anche se giustificati come
necessari per sostenere le spese di funzionamento delle scuole, compreso
l'acquisto della carta igienica. Si tratta di comportamenti vessatori
delle scuole verso le famiglie, comportamenti intollerabili e da
censurare con energia. Ai dirigenti scolastici è chiesto di migliorare
la propria capacità manageriale, attraverso anche l'attivazione di forme
ulteriori di finanziamento, di raccordo con i territori, di
partecipazione a programmi di finanziamenti europei per finanziare
progetti di arricchimento dell'offerta formativa: purché avvenga nel
rispetto del quadro normativo vigente, senza ingenerare confusioni circa
la necessaria contribuzione da parte delle famiglie per la continuità
dei servizi scolastici" (24NewsLombardia del 24 marzo 2014).
Insomma,
il vero problema sarebbe il comportamento “vessatorio” dei presidi che
pretendono dai genitori il balzello e la loro incapacità manageriale.
E’ evidente che queste dichiarazioni allontanano l’attenzione dal vero problema.
Tutti
coloro che sono intervenuti, il sottosegretario, il neo ministro, l’ex
ministro, i numerosi organi di stampa che sono intervenuti sul tema,
sembrano omettere il vero nocciolo della questione: questi soldi, in
taluni casi estorti ai genitori in violazione delle norme, servono per rimpinguare
le ormai vuote casse scolastiche pubbliche che da anni non ricevono più
dal Miur risorse sufficienti per coprire le più elementari esigenze.
contributo dei genitori: finanziamento dello stato e spese di funzionamento in una scuola tipo
Abbiamo
rivolto la domanda ad un istituto comprensivo della capitale con una
popolazione scolastica di circa mille alunni, distribuiti su tre plessi
(infanzia, primaria e I grado) con classi di primaria a tempo pieno.
Per l’esercizio finanziario 2013 l’istituto ha ricevuto un finanziamento statale onnicomprensivo di 6.122,66 euro e ha pagato per funzionamento 40.083,36 euro così ripartiti:
- Beni di consumo 27.653,32 euro di cui: Carta 1.783,19; Cancelleria (uso amministrativo, uso didattico per i tre plessi, toner stampanti per i tre plessi) 10.626,13; Stampati 3.560,31; Giornali e riviste 95,00; Vestiario (càmici dei collaboratori scolastici) 468,48; Facile consumo (uso amministrativo e uso didattico per i tre plessi) 5.705,50; Materiale informatico e software 2.414,97; Medicinali, materiale sanitario e igienico (materiale di pulizia) 2.999,74.
- Acquisto di servizi ed utilizzo di beni di terzi 9.359,61 euro di cui: Prestazioni professionali e specialistiche (contratti RSPP DL81 – Gestione sito web) 3.403,00; Manutenzione ordinaria hardware (contratti manutenzione fotocopiatrice, laboratori, aule, uffici dei plessi) 3.193,93; Manutenzione ordinaria software 1.401,18; Noleggio impianti e macchinari (canone annuale noleggio pianoforte) 435,50; Utenze e canoni: Telefonia fissa (telefonia e adsl ) 846,00; Telefonia mobile 80,00.
- Altre spese amministrative 3.070,43 euro di cui Oneri postali, telegrafici e bancari (Spese gestione cc bancario e spese postali) 3.005,43; Rimborsi spese per i Revisori 65,00.
La
differenza tra spese di funzionamento sostenute dall’istituto e
contributo finanziario erogato dal Miur è stata di quasi 34mila euro,
differenza colmata prevalentemente grazie al contributo delle famiglie
(…).
(da TuttoScuola.com, mercoledì 26 marzo 2014)
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