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5 apr 2013

buoni scuola? no grazie! appello per la cancellazione dei buoni scuola

A partire dall’anno scolastico 2001/2002 la Regione Lombardia guidata da Formigoni ha istituito il Buono Scuola, una sorta di sussidio erogato alle famiglie degli studenti delle scuole private e finalizzato a coprire una quota delle spese scolastiche. Da quel momento gran parte dei contributi e sussidi erogati dalla Regione sono stati destinati al Buono scuola (oggi la percentuale è dell’80 %, per un totale di 51 milioni di euro), quindi vanno alle scuole private: una vera e propria forma di finanziamento pubblico indiretto, in pieno contrasto con lo spirito della Costituzione italiana, che vede nella scuola pubblica un soggetto fondamentale per la realizzazione dei principi di libertà, uguaglianza e laicità. I firmatari di questo appello ritengono che le risorse pubbliche debbano essere indirizzate alla scuola pubblica per il miglioramento dell’offerta formativa e delle dotazioni, per l’integrazione degli alunni stranieri, per il sostegno del diritto allo studio e per quello ai disabili, per interventi di contrasto alla dispersione scolastica e per una riqualificazione dell’edilizia scolastica che punti a parametri di vivibilità, efficienza energetica e sostenibilità ambientale. 
Per tali motivi si chiede che il prossimo governo della regione Lombardia disponga fin da subito la cancellazione del Buono Scuola.
E' indispensabile intensificare gli sforzi per la raccolta delle firme perché la nuova amministrazione sappia che non vogliamo più la riproposizione di una scelta che aggira in modo subdolo la nostra Costituzione.
Siamo quasi a 3.000 adesioni! - Aderisci e sottoscrivi anche tu: [CLICCA QUI].
 

 

15 mag 2011

prendiamo sul serio il nostro futuro

Un gruppo di editori [Editori Marco Cassini e Daniele di Gennaro (minimum fax), Carmine Donzelli, Federico Enriques (Zanichelli), Carlo Feltrinelli, Sandra e Sandro Ferri (E/O), Sergio Giunti e Bruno Mari (Giunti), Alessandro e Giuseppe Laterza, Stefano Mauri (Gruppo Mauri Spagnol), Paolo Mieli (RCS), Antonio e Olivia Sellerio] ha sottoscritto una lettera aperta sulla Scuola.
L'iniziativa è stata presentata al Salone del Libro di Torino. 
La lettera è indirizzata al Presidente della Repubblica, al Governo e al Parlamento. 
Nucleo centrale della Lettera è la preoccupazione che il mondo della scuola rinunci "al pluralismo" che finora lo ha contraddistinto: un elemento fondamentale che permette di incontrare, tra i banchi, storie ed esperienze diverse dalle nostre. "La scuola statale è ... anche un luogo di integrazione tra individui provenienti da diversi ambienti familiari, sociali, culturali. Nella scuola statale bambini e ragazzi di diversa estradizione sociale imparano ad apprezzare la diversità". L'invito è a sottoscriverla in ogni luogo a partire dalla stesse scuole pubbliche statali.
La lettera può essere firmata on-line oppure presso una serie di scuole che hanno aderito all'iniziativa:
BARI: Liceo Classico Orazio Flacco
CATANZARO: Liceo Classico Pasquale Galluppi
GENOVA: Liceo Scientifico G. D. Cassini
IVREA: Liceo Classico Statale Carlo Botta
MILANO: Liceo Statale Virgilio
PALERMO: Liceo Scientifico Statale S. Cannizzaro
ROMA: Liceo Ginnasio Statale Orazio
ROMA: Liceo Classico Torquato Tasso
TORINO: Istituto Tecnico Industriale Avogadro.
Il testo della lettera: [leggi e firma] oppure su [facebook].

1 mar 2011

firma la petizione al presidente della repubblica

Dopo due mesi di lavoro svolto nelle piazze e nelle scuole solo ed esclusivamente su moduli cartacei, è possibile raccogliere le firme sulla petizione al Presidente Napolitano anche on-line: [clicca qui] per leggere il testo e per firmarla.

La Scuola pubblica non deve chiudere.
Firma la petizione indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Falla firmare ai membri eletti nei consigli di istituto, ai genitori, ai docenti, al personale ATA, ai cittadini e alle cittadine.
Si chiede che il Garante della Costituzione intervenga affinché il Governo reintegri i fondi sottratti alla Pubblica Istruzione e restituisca quelli impropriamente concessi agli Istituti paritari.
L’articolo 33 della Costituzione, al comma 3, recita: «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato».

15 nov 2010

la petizione al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

La situazione delle scuole, lo sappiamo, è drammatica. Aule fatiscenti, classi smembrate per l'impossibilità a nominare i supplenti, diritti negati agli alunni e alle alunne diversamente abili, azzeramento dei trasferimenti per il normale funzionamento delle attività didattiche, blocco degli scatti di carriera per i docenti, tagli al personale docente e non docente...

Nel maxiemendamento alla finanziaria per il 2011 vengono confermati i tagli alla scuola pubblica statale mentre sono previsti nuovi finanziamenti alle scuole paritarie, ben 245 milioni di Euro

Entro il 16 novembre la Commissione Bilancio terminerà l'esame del documento che passerà poi alla Camera e quindi al Senato. L'approvazione definitiva dovrà avvenire entro il 31 dicembre, pena l'esercizio provvisorio.
C'è quindi abbastanza tempo per fare il possibile affinché la norma sul finanziamento alle scuole paritarie non passi.

Quella allegata è una petizione al Presidente della Repubblica [leggila, scaricala e diffondila], fatela firmare ai membri eletti nei consigli di istituto, ai genitori, ai docenti, agli e alle ATA, ai cittadini e alle cittadine. Raccogliamo le firme e portiamole al presidente della Repubblica, in qualità di garante della Costituzione; ricordiamo al Parlamento che l'istruzione è un diritto e che l'articolo 33 della Costituzione, al comma 3, recita "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato".

Per Coordinare la raccolta a Milano contattare Michele Russi genitore dell'Agnesi: rss.michele@gmail.com (cellulare: 3298952315). I moduli firmati potranno essere consegnati anche al Negozio Civico CHIAMAMILANO in L.go Corsia dei Servi.