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22 nov 2017

le fake news sul liceo virgilio di roma

Una serie di false notizie circola da giorni intorno al liceo Virgilio di Roma, sulla scia delle dichiarazioni avventate della preside Carla Alfano. Il polverone è montato tanto che la scuola è presidiata oggi da reparti cinofili antidroga e se ne ipotizza addirittura la chiusura.
La professoressa Alfano aveva appena assunto quest’anno la reggenza a mezzo tempo del liceo, già difficile da gestire a tempo pieno, quando è crollata una parte del tetto. Le proteste che ne sono conseguite hanno spostato l’attenzione dalle carenze dell’edilizia scolastica alle proteste degli studenti. La preside non ha esitato allora a confezionare una notizia da rotocalco, fatta di sesso, droga e bombe, fino a denunciare un clima «mafioso» all’interno della scuola.
L’aggettivo è rimbalzato sui media, com’è avvenuto spesso per le cronache romane recenti. Di mafia capitale si è parlato a proposito della cricca di Buzzi e Carminati. A loro i giudici hanno comminato condanne pesanti ma il carattere della loro violenza organizzata non è stato ritenuto mafioso.
Al Virgilio è bastato molto meno perché la dirigente evocasse quel termine e l’audience mediatica ha premiato la scelta. Il problema è che se tutto è mafia, dalle estorsioni miliardarie fino alle occupazioni nei licei, alla fine nulla è mafia: l’inflazione sottrae valore alle parole come alla moneta. Chi è incaricato di trasmettere le «competenze chiave di cittadinanza» dovrebbe pesarle attentamente in un paese in cui la mafia esiste davvero.
La settimana scorsa il Virgilio si era segnalato per un’altra ragione: la ricerca Eduscopio l’ha premiato come migliore liceo scientifico di Roma sulla base dei successi universitari dei diplomati. Ha ragione la Fondazione Agnelli, secondo cui si tratta di una delle migliori scuole d’Italia, o la preside che ne parla come di un mandamento?
Probabilmente sbagliano entrambe.
Le classifiche sono usate mediaticamente da chi vorrebbe i licei in concorrenza tra loro a contendersi i «clienti» migliori ma dicono poco del lavoro buono o cattivo di docenti e alunni.
Analogo l’errore della dirigente Alfano che, davanti a problemi innegabili e che riguardano un’intera generazione, invece di avviare un dialogo con la sua comunità ha preferito rivolgersi ai professionisti della paura e agli editorialisti da salotto. Preside, è il momento di tornare a scuola.
Paolo Laureti, genitore di un’alunna del Liceo Virgilio di Roma

pubblicato da "il manifesto" del 22 novembre 2017 e dal sito
http://liceovirgilioroma.eu/riceviamo-e-pubblichiamo/le-fake-news-sul-liceo-virgilio-di-roma/

7 giu 2017

non avrai altro braccialetto all’infuori di me

Da quest'anno, al tradizionale abbigliamento delle ragazzine e dei ragazzini che frequentano le iniziative estive degli oratori, si aggiunge un nuovo accessorio: il braccialetto elettronico. Alcuni oratori hanno introdotto questa novità mutualdola dal mondo delle carceri. E' l'ossessione della sicurezza, ma non solo. Il dispositivo, oltre a consentire la registrazione della presenza dei bambini, permette ad esempio di caricare e utilizzare i buoni pasto per il pranzo o di pagare le caramelle al baretto. 
Dal sito di una società specializzata nella realizzazione di software personalizzati per le aziende che riporta nel logo commerciale alla sigla con cui vengono identificati i gruppi estivi, ovvero i campi estivi o campi scuola organizzati dagli oratori, sono ben illustrati i possibili utilizzi del braccialetto: 

<< Tramite questo supporto è possibile, per ogni iscritto: visualizzare o modificare la scheda anagrafica, controllare la presenza sui pullman, gestire ingressi/uscite, i pasti.
Il “portafoglio virtuale ricaricabile” può essere usato per scalare automaticamente il costo della mensa e delle gite. Grazie all’apposita interfaccia ottimizzata per il Bar, può anche essere utilizzato per i piccoli acquisti dei bambini senza dover utilizzare denaro contante. E i genitori possono controllare le spese dal proprio smartphone in tempo reale!
Nel caso si sia smarrito in gita, invece, il bambino può farsi aiutare a ritrovare il proprio gruppo grazie alla funzione "Ti sei perso?” >>

Il braccialetto può essere composto da un mix di nylon e fibre di cotone, ma ne esistono versioni in tessuto non tessuto. L'aggeggio  può essere personalizzato con loghi e colori. Come sistema di riconoscimento viene utilizzato un supporto di plastica con stampato un codice a barre.
Insomma, come si legge nello stesso sito, "la sicurezza prima di tutto". 
Che dire? Un grande business, ancora più grande quando la paura viene alimentata ad arte.
Ma, garantisce un don milanese, "il nostro oratorio non si trasformerà nel Grande Fratello di orwelliana memoria. Continuerà ad essere quel luogo sereno che è sempre stato".

Rassegna stampa:
- Corriere della Sera (4/6/2017) Milano cronaca
- Corriere della Sera (4/6/2017) Opinioni
- Il Giorno (7/6/2017)



21 ott 2016

telecamere a scuola, l'opinione di daniele novara

Il pedagogista Daniele Novara boccia come «follia» la legge appena approvata dalla Camera, che consente l'installazione di telecamere di videosorveglianza in asili, scuole, istituti per anziani e disabili allo scopo di prevenire abusi e maltrattamenti. «I bambini sono sicuri quando hanno buone maestre. Bisogna ripartire dalla selezione e dalla formazione, le telecamere sono una scorciatoia. I maltrattamenti capitano in tutto il mondo, noi siamo i primi a pensare di risolverli con le telecamere: o siamo i più furbi o siamo i più cretini»
Una «follia»: così Daniele Novara, pedagogista e fondatore e direttore del CPP-Centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, commenta l’approvazione da parte della Camera di una legge che consente - è una possibilità, non un obbligo - l’installazione di telecamere di sorveglianza nei nidi e nelle scuole materne, per registrare gli eventuali abusi degli insegnanti sui bambini (il testo ora passa al Senato). È vero che le immagini potranno essere visionate solo dal pubblico ministero e, su sua delega, dalla polizia giudiziaria, nell’ambito di indagini su reati in danno dei minori o delle persone ospitate nelle strutture ed è vero anche che la legge prevede che il Governo adotti entro 12 mesi dall'entrata in vigore della legge un decreto legislativo per fare una valutazione attitudinale nell’accesso alla professioni educative e di cura, nonché di formazione iniziale e permanente del personale delle strutture». E tuttavia la «follia» resta, anzi, Novara parla di «terrorismo» e spiega che è «inquietante la logica che sta sotto questa incredibile iniziativa politica, dove le forze di Polizia si sostituiscono all'educazione e dove la paura si sostituisce alla formazione professionale degli insegnanti».
Perché i genitori non dovrebbero essere felici di questa norma e rassicurati dalla presenza delle telecamere?
Non c’è niente di rassicurante in questo, proprio niente. Se un luogo pubblico è pieno di telecamere significa che quello è un luogo pericoloso, dove può succedere qualcosa. Ecco, la scuola cessa di essere un luogo educativo, da oggi la scuola è un luogo pericoloso. Non ci trovo niente di rassicurante, vedo solo una politica che va verso il poliziesco, questa è l’anticamera di un regime poliziesco che vuole controllare i cittadini fin dalla nascita con l’alibi – perché sia chiaro, questo è solo un alibi - che forse, eventualmente, potrebbero subire dei reati.

Però i reati effettivamente ci sono e pure frequenti…
Gli psicopatici ci sono. Bisogna evitare che le persone che non sono in grado di fare questi mestieri li facciano. I maltrattamenti sui bambini si evitano a monte, selezionando le persone giuste da mandare in classe, non con le telecamere: così creiamo solo terrorismo. Peraltro abusi e maltrattamenti capitano in tutto il mondo, ma noi siamo il primo Paese al mondo a pensare di risolverlo con le telecamere: o siamo i più furbi o siamo i più cretini. Per di più io non ho mai visto fare una legge su un settore specifico senza consultare nessun operatore del settore. Siamo tutti contrari, ci sarà motivo…

Cosa dire quindi ai genitori?
Innanzitutto di non gioire per questa legge, perché la telecamera non dà qualità educativa. I bambini sono sicurissimi se hanno buona scuola, se hanno educatori preparati e selezionati bene, non se hanno decine di telecamere dentro la scuola. L’educazione è basata su un patto fiduciario, tutti noi affidiamo i nostri figli agli educatori e non c’è telecamere che può sopperire a un patto fiduciario incrinato.

Evidentemente però questo patto fiduciario si è incrinato...
Ma è da lì che dobbiamo ripartire, le telecamere sono una scorciatoia, peraltro bruttissima. I casi di vessazione sui bambini si prevengono con un'adeguata e rigorosa selezione del personale e una continua e sistematica formazione degli insegnanti stessi, per aggiornare e migliorare le loro competenze professionali, non c’è un’altra strada. La seconda cosa è che già oggi pomeriggio scriverò una petizione per fermare questa legge, firmatela. Insomma, per i vostri figli chiedete una buon educazione, una scuola di qualità, non delle telecamere.

Ma lei che rischio vede, oltre a quello di scenario?
Le telecamere alle scuole non le regalerà nessuno, costano. Questa legge produrrà un business enorme che peserà sulle già scarsissime risorse pubbliche a favore dell'educazione dei più piccoli, questo è un primo tema. Il secondo è che finirmo per accettare situazioni allucinanti perché “tanto ci sono le telecamere”. Ci tranquillizzeremo tutti, non chiederemo più nulla, non ci informeremo più, perché tanto ci pensano già le telecamere. Sul piano della qualità educativa le telecamere diventeranno un alibi per non fare nulla. Mi dica lei cosa c’è da festeggiare.


Sara De Carli, 20 ottobre 2016
http://www.vita.it/it/article/2016/10/20/genitori-dite-no-a-quelle-telecamere-che-ci-anestetizzeranno/141271/

5 ago 2016

no alla scuola delle telecamere e del sospetto (di g. caliceti)

Securitarismo. L’assenso del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini a installare telecamere negli ambienti scolastici è un altro passo verso la militarizzazione della scuola e la creazione della scuola di polizia

Di fronte all’intensificarsi dei casi di violenza all’interno di asili e scuole pubbliche e private a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, arriva l’assenso del Ministro dell’Istruzione a installare telecamere negli ambienti scolastici. Non solo per prevenire i crescenti episodi di bullismo, ma anche per «controllare» i docenti e «rassicurare» i genitori degli studenti. Ecco la militarizzazione della scuola. Ecco la scuola di polizia.
Le parole del Ministro assomigliano a quelle del vescovo di Ravenna di circa un anno fa quando, di fronte a un caso di pedofilia in parrocchia, ha dichiarato di non voler lasciare più un adulto da solo insieme a dei bambini. Quale è il messaggio che si dà ai bambini e ai ragazzi, con affermazioni del genere? Semplice: che ogni adulto, compresi i propri docenti ma, perché no, magari anche i propri familiari, sono il lupo. Che non ci si deve fidare di loro. Ecco, questa trovata, che mina il patto educativo di fiducia tra docenti e genitori degli studenti, sempre più pericolosamente incrinato, rischia non solo di condannare definitivamente a morte la scuola, ma anche l’infanzia. È una resa. È una sconfitta. Di fronte ai bambini e ai ragazzi e di fronte a noi come adulti. Significa dire ai minori: non fidarti di me. Mentre bambini e studenti, specie in un’epoca come la nostra, hanno necessità proprio di trovare figure di cui fidarsi, credere, confrontarsi. Trovo gravissimo che, mi si dice, vi siano otto proposte di legge per mettere telecamere nelle scuole come deterrente della «cattiva scuola».
Trovo gravi e demagogiche le parole del ministro su questa delicata questione. Perché non dire la verità: cioè che l’insegnamento è forse il lavoro più bello del mondo ma è probabilmente uno dei più psicologicamente usuranti? E qui si parla di arrivare a docenti che hanno sessantasette e poi settant’anni? Che a livello di opinione pubblica si sta portando avanti l’idea che per educare i più piccoli bastino persone non professioniste e non sufficientemente preparate? Che il governo della buona scuola dice ai docenti ecco un buono di 500 euro di spesa e la formazione fatevela voi, come vi pare? Se si commette il peccato di far vivere bambini e ragazzi in una cultura del solo sospetto, quanto male si fa ai propri figli e ai propri studenti, nell’illusione di far loro del bene? Invece di fomentare la paura, occorre ricordare ai genitori che il bambino diventa più autonomo – cioè cresce, – solo se allontanato dalla madre e dalla famiglia per alcune ore al giorno e affidato a figure adulte di cui ci si fida. Se non si taglia questo cordone ombelicale, invece di proteggerlo, gli si fa del male.
Genitori italiani, invece delle telecamere, chiedete una scuola migliore per i vostri figli con maggiori investimenti, maggior formazione dei docenti. La buona scuola delle telecamere e del sospetto non è una buona scuola. I problemi si risolvono alla radice, se si vogliono veramente risolvere.

(Giuseppe Caliceti, 5 agosto 2016, il manifesto)

27 mag 2014

scuola: la carta prepagata per gli studenti è un invito al consumo

(di Marina Boscaino, 23 maggio 2014, Il Fatto Quotidiano)

Nel 2000 Naomi Klein fece epoca con il suo “No Logo”. Venivano lì analizzate e denunciate le operazioni di colonizzazione del pensare comune, di colonizzazione della cultura; ma le pagine più terribili – e di cui meno si è parlato – riguardavano la colonizzazione della scuola: “C’ ero, quando è cominciata. Fu heartbreaking, un colpo al cuore. È da lì che mi è venuta l’idea del libro (…) Perché la scuola è l’unico posto dove da giovani veniamo allenati a una mentalità non da consumatori”.
Si tratta dello spazio, forse l’unico, in cui l’educazione pura deve e può prevalere rispetto all’educazione aziendale, alla logica del profitto. Dove conoscere e crescere non significa diventare un consumatore modello, ma una persona capace di indagini critiche sulla realtà. La tendenza a consentire l’introduzione della pubblicità nelle scuole si è invece insinuata in modo subdolo e virulento in particolare negli ultimi anni, anche per sopperire alle continue riduzioni dei fondi che lo Stato deve destinare alle scuole per l’ampliamento dell’offerta formativa; qualcosa che si concretizza in tante piccole decisioni, senza un provvedimento unico, senza delibere collegiali, senza dibattito, senza indagini sull’opinione pubblica, e dunque in modo appunto subdolo, strisciante; ma, come ci dimostrava sin da allora l’esperienza americana, efficace.
L’anno scorso, proprio da questo blog, raccontavamo come in un liceo di Milano la ristrutturazione dell’aula computer fosse stata finanziata da sponsor appositamente ricercati: che affiancarono in quella occasione il proprio logo a quello dell’istituto, caratterizzato – per chi non se lo ricordasse -  dalla stella della Repubblica. Quella che istituisce per mandato costituzionale scuole di ogni ordine e grado.
Oggi, dopo una serie di impressionanti esempi in questa direzione, sempre più considerati segni imprescindibile e indiscutibili dei tempi moderni e delle straordinarie capacità imprenditoriali di presidi manager e di consigli di istituto zelanti, ci troviamo a raccontare il prosieguo della vicenda, il passo ulteriore. Il Miur si è fatto promotore di un’iniziativa, volta a rafforzare definitivamente l’idea che la scuola debba produrre non cittadini consapevoli, ma consumatori acritici, sensibili ad apparenza, velocità, possesso. Del resto la pianificazione di questo risultato è iniziata almeno 15 anni fa e portata avanti con diligenza encomiabile.
Si chiama IoStudio Postepay. Al Miur hanno garantito che il progetto, inaugurato quest’anno, ma che ancora non riguarda tutte le scuole, sta andando avanti con successo. Si tratta di una carta prepagata ricaricabile nominativa, che si può utilizzare per acquisti fino a 2.500 euro e prelievi fino a 1.000 euro annui. Essa consente non solo accesso ed agevolazioni destinati agli studenti, ma anche pagamenti “in tutti i negozi e siti nel mondo che accettano carte Visa” e prelievi “presso gli sportelli automatici Postamat e gli uffici postali in Italia e presso gli sportelli automatici Visa in tutto il mondo”.
L’iniziativa ha destato molte perplessità (dal punto di vista giuridico, dell’accesso di cittadini minorenni ad un simile servizio, ecc.); ma – soprattutto – riserve di natura etica, relative alla ideologia sottesa. Vengono immediatamente immessi nel mercato del consumo circa 3 milioni di studenti, per lo più minorenni. Insomma: la scuola passa da vittima dalla spending review a protagonista della spending preview. Un bacino enorme, messo gentilmente a disposizione degli esercenti.
Ancora più grave è che in un devastante periodo di crisi economica, in cui le famiglie spesso fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, questa prepagata si collochi come ulteriore segnale, marchio definitivo tra condizioni (e destini) socioeconomici differenti. Non tutte le famiglie saranno infatti nelle condizioni di ricaricare la carta ai propri figli (molto probabilmente non molte di quelle a cui Renzi ha elargito gli 80 euro). Alla condizione collettiva di cittadinanza configurata nella scuola pubblica viene associata in maniera indelebile la capacità individuale di consumo, con le sue tragiche ed inique variabili.
La differenziazione economica fa parte dell’esistente, lo sappiamo. La discriminazione anche, a quanto pare. Ma nella scuola pubblica, la scuola della Costituzione, questi elementi dovrebbero tendere a scomparire (ricordate la retorica dei grembiulini di gelminiana memoria?), non diventare addirittura componenti identitarie. La scuola dovrebbe “rimuovere gli ostacoli”, non crearne ulteriori per sottolineare, tra le sue stesse mura, il divario tra  i nati bene e i figli di un dio minore.

25 mag 2014

nuovi strumenti per lo studio: una prepagata ad ogni studente

Apprendiamo con sconcerto in questo scorcio di anno scolastico che la “Carta dello studente Io studio” consegnata dal MIUR a tutti gli studenti del primo anno delle scuole superiori non sarà più una semplice tessera per ottenere sconti in esercizi convenzionati, bensì una vera e propria carta di credito, valida per 5 anni.
Si chiama "Io Studio Postepay" ed è una carta prepagata nominativa ricaricabile da parte dei genitori , che si può utilizzare per acquisti fino a 2500 euro annui.
La novità che la rende inaccettabile consiste nel fatto che, oltre alle consuete agevolazioni di carattere culturale offerte agli studenti, permette di entrare anche nel programma sconti bancoposta che consente di avere sconti accreditati direttamente sulla Io Studio Postepay in oltre 27.000 esercenti in tutta Italia" nonché di "pagare in tutti i negozi e siti nel mondo che accettano carte VISA" e di "prelevare presso gli sportelli automatici Postamat e gli uffici postali in Italia e presso gli sportelli automatici VISA in tutto il mondo".

Una vera e propria carta di credito, dunque, con il logo del MIUR in alto a destra, che viene ufficialmente distribuita dal MIUR attraverso le scuole a studenti di 13-14 anni.
Si tratta, a nostro giudizio, dell’epilogo di una serie di innovazioni linguistiche introdotte dalla fine degli anni ’90 nel vocabolario delle normative scolastiche: portfolio, crediti, debiti …
Se lo studente è stato trasformato in “utente”, se la valutazione del suo percorso scolastico viene quantificata in crediti da mettere nel portfolio per poter in qualche modo compensare i debiti accumulati … non possiamo meravigliarci troppo se dalla metafora si passa alla rappresentazione della realtà odierna in cui anche lo studente deve divenire un “consumatore”: 3.000.000 di studenti, una vera manna per il mercato, per rimettere in moto l’economia!
La nostra protesta è ferma.
Chiediamo al MIUR di non aggiungere danni su danni. Il ritiro immediato di questa nuova tessera potrebbe dimostrare al Paese che altra è la funzione formativa che la Costituzione ha assegnato alla Scuola e che questa funzione il MIUR è tenuto a garantire su tutto il territorio nazionale.
Roma, 23 maggio 2014
Per la Scuola della Repubblica”
 

Soggetto qualificato alla formazione Decreto MIUR 5.7.2013
Tel. 06 3337437 –– telefax 06 3723742
Via Oslavia 39 F - Roma
e-mail scuolarep@tin.it
sito www.scuolaecostituzione.it


RASSEGNA STAMPA:
- la repubblica, 24 maggio 2014 [clicca qui]
- key4biz, 10 aprile 2014 [clicca qui]

18 apr 2014

coltivando o parcheggiando? un progetto che non ci piace per niente

Alcuni genitori della ns Scuola partecipano all’esperienza di Coltivando, l’orto conviviale all’interno del Campus del Politecnico di Milano (ingresso da via Candiani).
Ci rivolgiamo in particolare ai consiglieri di Zona 9 presenti nel gruppo poiché il 3 aprile 2014 il Consiglio di Zona ha espresso con deliberazione n. 80 parere positivo al “Piano attuativo  riguardante le vie Durando, Andreoli e Morghen (ex Ceretti e Tanfani)” [la delibera]. 
Il progetto urbanistico prevede, tra l’altro, la riorganizzazione nella zona interessata del sistema di sosta pubblica “realizzando nuove aree di parcheggio tra cui quella di Via Candiani”. Nella relazione del Presidente della Commissione Territorio allegata alla delibera si fa espresso riferimento alla sistemazione a verde e parcheggi di via Candiani, questi ultimi ritenuti “in quantità eccessiva per il fabbisogno nell’intorno pedonale e pertanto è auspicabile aumentare le quantità di area a verde piantumato e il mantenimento degli orti Coltivando già attivi sull’area riducendo le dimensioni del parcheggio”. 
Prendiamo atto della indicazioni del CdZ9, che si esprime sul mantenimento dell’orto, ma riteniamo tale parere assolutamente insoddisfacente.
Il CdZ9 dà infatti per assodata la realizzazione di "nuove aree parcheggio tra cui quella di via Candiani" anche se lo stesso CdZ9 auspica il mantenimento dell'orto Coltivando "riducendo la dimensione del parcheggio".
Ma l'ipotesi che si configura è che l'area su cui insiste l'orto venga comunque destinata a parcheggio, ancorché di dimensioni ridotte.
La domanda che ci poniamo e che poniamo ai Consiglieri è la seguente: come possono coesistere nella stessa area un orto e un parcheggio?
Chi conosce la zona del Campus potrà verificare che tale coesistenza non è assolutamente praticabile.
Inoltre come cittadini troviamo del tutto fuori luogo realizzare un parcheggio in un'area verde di proprietà comunale (ancorché gestita dal Politecnico), un'area che grazie all'esperienza di Coltivando è stata riscoperta dal quartiere ed è sempre più meta di famiglie con bambini, di anziani, di persone che cercano tranquillità e refrigerio (oltre naturalmente che degli studenti del Poli), nonché polo di aggregazione di tante realtà ed esperienze della zona. E punto di riferimento delle scuole di quartiere che vogliono realizzare un orto [clicca qui].
Al Consiglio di Zona richiediamo pertanto di rivedere il proprio parere e di farsi garante presso l’Amministrazione cittadina del destino di questa area. 
Come cittadini, come genitori e come ortisti vigileremo attentamente perché Coltivando non venga trasformato in "parcheggiando".

16 mar 2014

andemm al dom, ma senza oneri per lo stato

Sabato 15 marzo 2014 la scuola cattolica si è riunita in piazza Duomo a Milano.
Al cardinale Scola, che ha concluso il suo intervento ricordando che "fa solo propaganda chi sostiene che la scuola paritaria toglie i soldi alle scuole di Stato", raccomandiamo la lettura dell'articolo 33, III comma della Costituzione italiana: "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”.

23 gen 2013

scuola natura, ma non per tutti: la lettera di un genitore del don orione


Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Paolo, un genitore della scuola elementare di via Fabriano (IC Don Orione).
Ecco finalmente arrivata la settimana di “Scuola Natura”. Ma l’entusiasmo è subito smorzato dopo aver appreso che alcuni bambini di una classe non sono partiti: sono stati sospesi, dunque rimasti a casa. Una decisione discutibile sulla quale Paolo chiede di far cadere il velo dell’indifferenza, di aprire un confronto, una discussione tra genitori ed insegnanti. Eventuali commenti alla lettera possono essere inseriti cliccando sulla dicitura “commenti” in calce al post oppure ai nostri indirizzi mail (lascuoladimafalda@gmail.com o coord.nogelmini.icdonorione@gmail.com). Per comodità di lettura abbiamo raccolto i commenti postati fino al 12 febbraio 2013 [CLICCA QUI]. La lettera di Paolo.

No, no e poi no ... 
Le Quinte di via Fabriano sono partite ieri per Pietra Ligure (settimana di Scuola-Natura).
Bene. Molto bene. 'Sto giro c'è anche mio figlio! e possiamo ritenerci tutti fortunati che la Scuola (Pubblica) riesca ancora ad organizzare iniziative di questo tipo.
Ok, è finita la parte bella, la parte edificante. La parte entusiasta (della mia esternazione, intendo, non della loro esperienza, mi auguro).
Qualche passo indietro.
Alcuni giorni prima, come è ovvio, i genitori degli alunni delle tre Quinte sono stati invitati ad una riunione con le Insegnanti, una consueta riunione illustrativa del progetto, una riunione preparatoria, credevo.
Bè, la riunione è iniziata con l'argomento della possibilità di sospendere qualche alunno che si fosse comportato in maniera "insostenibile", anche a gita in corso, nel qual caso, cito a memoria, "i genitori degli alunni coinvolti dovranno venire a ritirare il proprio figlio, con mezzi propri, per riportarselo a casa, a Milano". Alla faccia della riunione illustrativa, mi sono subito detto, piuttosto allibito: iniziamo con una minaccia! Ucci ucci sento odor di casinucci ...

16 nov 2012

perché ho scelto la scuola pubblica (a margine della questione imi-faes)

L'opinione di Guido Maffioli “Perché ho scelta la scuola pubblica” pubblicata da Z3XMilano.
La lettera fa seguito alla questione IMI-FAES  che ha stimolato alcune riflessioni di carattere generale sulla scelta di scuola pubblica o privata.
rassegna stampa:
- da Z3XMilano del 30 ott 2012 [leggi]
- dal Corriere della Sera dell’11 nov 2012 [leggi]
note:  
- le scuole FAES (famiglia e scuola) sono scuole paritarie non statali (non aderiscono alle associazioni di scuole cattoliche) omogenee (solo maschili/femminili) di ispirazione cristiana il cui modello si ispira alle intuizioni educative di Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei
- l'IMI, Istituto Maria Immacolata, è una scuola cattolica paritaria, in via Amadeo, che chiude e cede l'attività alla FAES che ne crea un istituto solo femminile
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Sono papà di tre figli in età scolare, i miei figli frequentano le scuole pubbliche in zona 3 e io penso sia la scelta più valida: quanto successo all'IMI, ed il dibattito che ne è conseguito, me lo conferma ulteriormente. E non perché la scuola pubblica sia tutta rose e fiori, ma è un tipo di scuola in cui mi aspetto di trovare e ho diritto di chiedere tre cose fondamentali, che la scuola privata non potrà mai dare compiutamente ai miei figli e che ritengo irrinunciabili: un ambiente relazionale plurale e inclusivo,  una didattica responsabile e dinamica, una gestione indipendente e trasparente.
1) In una classe di Scuola Pubblica non c'è selezione di reddito, culto, sesso, lingua e stato fisico. Significa che i miei figli esercitano la loro capacità di relazione con tutti, femmine e maschi, ricchi e poveri, figli di italiani e figli di migranti, cristiani, agnostici, musulmani, figli di coniugati, separati, figli senza genitori, .... E' una grande risorsa di conoscenza e di apertura di mente e di cuore. E' alla base di un'educazione alla cittadinanza in una realtà urbana complessa come Milano.
Solo la rigidità dei bacini d'utenza (per intenderci, scuole "di centro" / scuola "di periferia") può impoverire questa realtà plurale (e questo andrebbe - a mio avviso - gestito da amministratori e urbanisti, per evitarlo o limitarlo.) La classe è una situazione sociale dove si creano occasioni infinite di vivere in prima persona i principi della solidarietà in tutti gli aspetti, anche nei momenti difficili. Per i miei figli è un insegnamento insostituibile, che trovo valido anche come credente, ben più di molti catechismi.
Richiede adattamento da parte di maestre e professoresse (non me ne vogliano i colleghi maschi ma vista la loro presenza minoritaria uso il femminile anche per loro...per una volta!). Devono adattare il passo della classe a chi è meno dotato sulle intelligenze più tipicamente scolastiche. Ma è uno svantaggio didattico, spesso temporaneo, che è ampiamente superato dall'arricchimento di relazioni e di stimoli vissuto con i propri coetanei. E, nella mia esperienza, almeno nella scuola primaria, realizza un ambiente sereno.

25 ott 2012

milano, presentate le nuove autonomie scolastiche

Presentato dal Comune di Milano il piano di dimensionamento delle scuole cittadine voluto dal governo precedente: quaranta istituti saranno assorbiti in 25 scuole [ne avevamo ampiamente scritto esattamente un anno fa: clicca qui].
I nuovi istituti saranno rispettivamente due nel centro e nelle Zone 2, 4, 5, tre nelle Zone 6, 8 e 9, quattro nella Zona 3 e 7.
Malgrado rispetto alpiano presentato dal Comune lo scorso autunno  sia stato migliorato, non mancano alcuni maxi istituto: la nuova autonomia Moscati Mameli si farà carico di 1.837 alunni, al comprensivo Giosuè Borsi in Zona 8 faranno riferimento ben 7 scuole, una materna, quattro elementari e due medie
Il documento, approvato dalla Giunta comunale, dovrà essere discusso in Consiglio Comunale prima di passare nelle mani della Provincia e in seguito alla Regione.

Le 25 NUOVE autonomie dimensionate: [clicca qui]
Le 48 autonomie NON interessate dal dimensionamento: [clicca qui]

1 giu 2012

puffiamo la scuola, tutti al super

Il Consiglio di istituto dell'IC Don Orione ha approvato (con un solo voto contrario) nella seduta dello scorso 31 maggio l'adesione all'iniziativa "Insieme per la scuola" promossa da una catena di supermercati in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Il progetto "Insieme per la scuola" è rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado e si propone di fornire attrezzature informatiche e materiali didattici alle scuole che si iscrivono al programma.
Il meccanismo è semplice: dal 16 aprile al 9 giugno 2012 ai clienti che fanno la spesa nei punti di vendita dei supermercato viene consegnata una bustina di carte ogni 10 euro di spesa. Nella bustina i bambini trovano, oltre alle carte collezionabili dei Puffi, un buono che devono consegnare alla loro scuola.
L'istituto, raggiunto il numero di buoni necessari, potrà richiedere da un catalogo un premio scelto tra attrezzature informatiche e supporti multimediali (stampanti, lavagne luminose, proiettori, webcam, mini hi-fi, cartucce di inchiostro, ...).
Sono 600 i buoni necessari per avere "gratuitamente" diritto al premio "minore": due tastiere e due mouse (pari dunque ad una spesa di 6.000 euro). Se invece si punta al massimo (lavagna multimedia e proiettore) occorrono 19.800 buoni (198.000 euro di spesa). Ma con soli 1.700 buoni (17.000 euro di spesa) la scuola si assicura una stampante Laser a colori.
Dunque per garantirsi del materiale didattico la scuola non ha di meglio che invitare i genitori a recarsi al supermercato.
Ma la cosa ben più grave ed inaccettabile è il coinvolgimento dei bambini. Sono infatti proprio i piccoli (con le figurine dei Puffi) lo strumento che deve garantire il successo dell'iniziativa.
Che dire?  Possibile che non ci renda conto della gravità in cui versa la scuola italiana, ridotta ormai ad elemosinare, a partecipare a iniziative di pessimo gusto, addirittura a strumentalizzare i propri piccoli studenti per raccattare materiale che di solito giace invenduto nei magazzini delle aziende?
Ai Dirigenti e ai Consigli di Istituto che hanno aderito all'iniziativa non rmane che organizzare le gite scolastiche al supermercato più vicino. Altro che musei, fattorie, teatri, città d'arte. Tutti al super, in fila per due, a fare incetta di figurine dei Puffi. Che magari ci scappano un paio di tastiere.

19 mag 2012

cortile Iseo: com'è finita?

Molti genitori dell'IC Don Orione si chiedono quale decisione sia stata presa in merito alla riqualificazione del cortile della scuola di via Iseo.
L’augurio è che l'ipotesi di realizzare il progetto "Appunti per la città" approvato dal Consiglio di Zona, ma bocciato dal Consiglio di Istituto dell’IC Don Orione, sia stato riconsiderato e le perplessità in merito all'apertura al pubblico appianate.
Sappiamo che l’incontro tra i tecnici del Comune di Milano e la Scuola (Dirigente, DSGA, Presidente del Consiglio di Istituto) annunciato dalla Preside nella riunione del Comitato Genitori Iseo del 23 aprile 2012 [leggi il verbale] ha avuto luogo.
Al momento nessuna comunicazione è stata fornita sulla decisione presa.
Quale che sia, riteniamo opportuno che la Scuola informi i genitori dell’esito della vicenda.
Per un riassunto delle puntate precedenti e per le foto del cortile: [clicca qui].

13 apr 2012

emergenza trotter, la scuola rischia la chiusura?

La scuola media del Parco Trotter rischia la chiusura. L'allarme è lanciato dagli [Amici del Trotter], associazione che gestisce attività sociali e culturali nello storico parco scolastico.
Lo scorso 12 aprile, al tavolo istituzionale sulla riqualificazione del Parco Scolastico, il Comune ha prospettato una cosa gravissima: la chiusura della scuola media del Trotter e un utilizzo del Convitto per non meglio definiti "usi sociali".
Sabato 14 aprile l'Associazione Amici del Parco Trotter ha invitato genitori, cittadini, insegnanti, educatori a partecipare a un incontro informativo su quanto comunicato dalla Giunta Pisapia.
Rassegna stampa:
- repubblica milano del 14 apr 2012 [leggi]

28 dic 2011

brevi dalle vacanze

Tagliate gli F-35
Nel novembre 2010 abbiamo sostenuto l'appello di DisarmiAMO la Pace di Varese [leggi], nel 2011 l'appello di padre Alex Zanotelli [leggi]. Finalmente anche la politica e la stampa nazionale, si sono accorti che il programma di realizzazione di 131 cacciabombardieri F35 Joint Strike Fighter che impegnerà, il nostro paese fino al 2026 con una spesa di oltre 15 miliardi di euro, è pura follia. osa si potrebbe are con tutti questi soldi? Ad esempio costruire duemila nuovi asili nido pubblici oppure mettere in sicurezza le oltre diecimila scuole pubbliche fuori legge. Rassegna stampa:
- da repubblica del [2 gen 2011] [2 gen 2011 - dossier] [3 gen 2011]
- l'inchiesta di altra economia [leggi]
- una sintesi tratta dal Rapporto 2012 sulla spesa pubblica a cura di Sbilanciamoci: [leggi].

Centro Sportivo Iseo
Dopo l’incendio doloso mafioso di ottobre [leggi], la fiaccolata molto partecipata organizzata dal consiglio di Zona 9 [leggi] e il furto di novembre [leggi], ancora danneggiamenti al Centro Sportivo Iseo pochi giorni prima della fine dell'anno [leggi qui].

Termiche di plastica, si cambia
Stop alle vaschette di plastica. Ne avevamo parlato il 14 dicembre [leggi] e il 27 settembre scorso [leggi].
Dunque il Comune di Milano fa un passo indietro: le vaschette di plastica utilizzate per trasportare il cibo nelle mense scolastiche saranno sostituite da materiale in acciaio inox. Attenzione! Non si tratta di un regalo dell’amministrazione: il contratto del 2000 con Milano Ristorazione e la Carta dei Servizi di Milano Ristorazione del 2006 prevedono l’utilizzo dell’acciaio. Il cambiamento avverrà però a partire dal prossimo anno scolastico, dunque dal mese di settembre 2012. Un risultato positivo comunque, tutto da attribuire ai genitori Rappresentanti delle Commissioni Mensa cittadine.
Rassegna stampa:
- il comunicato del Comune di Milano [leggi] 
- dal Corriere della Sera del 22 dic 2011  [leggi]
- da Repubblica del 22 dic 2011 [leggi]

24 mag 2011

elezioni comunali a milano: scuola, i programmi a confronto

Mettiamo a confronto i programmi dei due candidati alla poltrona di Sindaco del Comune di Milano, Letizia Moratti [leggi] e Giuliano Pisapia [leggi], sul tema della scuola.

Per quanto riguarda il tema dei libri gratuiti (vedasi il programma di Letizia Moratti) occorre precisare che è  falso affermare che  il Comune fornisce i libri di testo gratis alle elementari: è lo Stato Italiano che distribuisce gratuitamente il buono libri a tutti i bambini italiani che frequentano le primarie. Esprimiamo inoltre forti perplessità sul fatto che il contributo per i libri alle scuole medie venga erogato indifferentemente a tutti: il  Sindaco ha sempre rifiutato la proposta di un’erogazione graduata secondo il reddito, privilegiando di fatto i ceti più abbienti.
Dell’Amministrazione in scadenza, in tema di Scuola, ricordiamo (ma l’elenco non è certamente esaustivo):
- le numerose segnalazioni relative ad edifici scolastici fatiscenti (portiamo ad esempio l’esperienza del Coordinamento Unacrepaincomune di Zona 9);
- il rifiuto dell’iscrizione di un bambino alla scuola materna perché figlio di genitori in attesa di permesso di soggiorno, gravissimo atto di discriminazione di cui per giorni e giorni si è discusso a livello nazionale;
- il taglio delle ore di assistenza educativa ai bambini con disabilità nelle scuole, anche dell’infanzia;
- il peggioramento del servizio di refezione scolastica al punto che migliaia di genitori hanno avviato un ricorso contro Milano Ristorazione in quanto non viene rispettato sistematicamente il contratto di servizio.

Segnaliamo un articolo di Marilena Adamo dal titolo "La scuola per Milano" da ScuolaOggi del 23 Maggio 2011: [leggi].

I programmi completi dei due candidati:
http://letiziamoratti.it/pdf/Programma.pdf
http://www.pisapiaxmilano.com/wp-content/uploads/2011/04/programma-coalizione.pdf

23 mag 2011

l'ic don orione, una scuola pubblica che non ha nulla da invidiare alle private?

Nell’edizione di Aprile 2011 il mensile “ABC - Il giornale di Milano Nord" ha pubblicato un articolo a firma del Direttore su un’iniziativa dell’IC Don Orione intitolato “Don Orione in concerto - Un coro di seicento bambini delle scuole primarie di via Fabriano e di via Iseo” [pag. 14].  L’articolo, dopo aver raccontato l’iniziativa, si sofferma sull’Istituto e ci dice come il lavoro collettivo della Dirigente, del suo staff, del corpo docente, del personale non docente, del Consiglio di Istituto e di tanti genitori abbia contribuito a rendere l’Istituto una “scuola di qualità”.
Una frase però ci colpisce: l’IC Don Orione, “scuola di qualità” sarebbe dunque “Una scuola pubblica (…) che non ha nulla da invidiare alle scuole private”.
Eh no, qualcosa non funziona. Non è proprio così. Il ragionamento andrebbe ribaltato. Sono ben poche le scuole private che possono ambire alla qualità e all’eccellenza della scuola pubblica italiana, ancorché in crisi a causa di una feroce, dissennata, criminale politica di tagli che la sta minando irrimediabilmente.
L’articolo si conclude con l’esperienza personale della redazione di ABC che può testimoniare “quanta qualità ed eccellenza ci sono tra insegnanti ed alunni. Tante, da rendere gran parte della scuola pubblica un bene primario da conservare e proteggere, seppure senza conservatorismo. Molte scuole, molte classi, docenti e discenti, sono i tanti tesori nascosti di questa città”.
Ma quella frase lascia l’amaro in bocca. Che cosa una scuola statale come il Don Orione, ma la scuola statale milanese e più in generale italiana, dovrebbe invidiare alle scuole private?
Vi proponiamo in proposito un intervento di Mila Spicola, insegnante, che cura il blog “La ricreazione non aspetta. Pensieri di una lavoratrice della conoscenza” sul quotidiano l’Unità. Pubblicato il 12 marzo 2011, l’articolo ci informa che gli studenti delle scuole private italiane hanno un livello di competenza “nettamente inferiore” a quello delle scuola statale. Gli scarsi risultati ottenuti dalle scuole private, zavorrano in modo significativo la classifica degli studenti italiani nella graduatoria mondiale delle competenze ben più in alto.
Quella frase andrebbe sicuramente riscritta: “ Il Don Orione, una scuola pubblica che le private dovrebbero invidiare”. L’articolo di Mila Spicola: [leggi].

16 mag 2011

scuola pubblica on the rocks

La scuola pubblica è una conquista, è come l’acqua che ti arriva al rubinetto.
La scuola pubblica va difesa, curata, migliorata. 

In quanto idea, e poi proprio in quanto scuola: coi banchi gli insegnanti i ragazzi le lavagne. 
Bisogna amarla, ed esserne fieri (Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti)



I Comitati Milanesi per la Difesa della Scuola Pubblica organizzano l'evento "Scuola Pubblica on the Rocks", un grande Brindisi di lunga vita alla Scuola Pubblica venerdì 27 maggio alle ore 17:30 (il brindisi è previsto per le ore 18:00) presso i Giardini di via Palestro davanti al Museo di Scienze Naturali, Milano (MM Palestro).
Il brindisi sarà fatto con un elisir speciale, l'acqua pubblica delle fontane del Parco di Palestro, un altro bene comune.
Il volantino dell'iniziativa: [clicca qui].