02 ott 2015

il cieco furore ideologico antigender dell'assessora veneta

Domattina chiederò a quale livello decisionale si è data indicazione di omettere la dicitura “padre ” e “madre” nel libretto che certifica la vita dello studente. Un papà indignato mi ha segnalato questa cosa e giustamente ha pensato di correggere a mano scrivendo: papà e mamma. Voglio sapere se qualche zelante politico o funzionario ha, surrettiziamente , modificato la procedura magari spinto da un furore ideologico gender! Chiunque sia deve assumersi la responsabilità e rispondere. Invito i genitori che devono firmare i libretti in questi giorni a seguire l’esempio di questo indignato papà e a segnalarmi la cosa.
Elena Donazzan, dalla sua pagina Facebook, 27 settembre 2015 alle ore 16:45 



Chi scrive questo post non è un qualunque cittadino accecato dal furore "antigender" di moda in questi mesi, bensì l'Assessora alle Politiche dell'Istruzione e della Formazione della Regione Veneto. Qualche giorno fa ha pubblicato sulla sua pagina Facebook la foto di un libretto scolastico, quello che viene consegnato agli studenti ad inizio anno scolastico per registrare i voti e le assenze, con la correzione sulla dicitura che ospita la Firme dei genitori o di chi ne fa le veci" da 1. firma e 2. firma a “Mamma” e “Papà”.
Povera la nostra Assessora: chi le spiega che questa dicitura (firma dei genitori o di chi ne fa le veci), presente sui documenti scolastici da parecchi decenni, consente di raccogliere la firma anche di coloro che non sono i genitori biologici dello studente? Ad esempio di un tutore? Cercasi candidati.

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