05 mag 2015

abbiamo incontrato hugo blanco

Il 2 maggio 2015 a Milano Genuino Clandestino ha organizzato un pranzo sociale dedi­cato al tema della “sovra­nità ali­men­tare”. Ospite d'onore Hugo Blanco (ns foto).
Da quasi mezzo secolo referenza e simbolo delle straordinarie lotte contadine e indigene nelle Ande peruviane, Hugo Blanco, nato a Cuzco oltre ottant’anni fa, è una figura storica, quasi mitologica di leader contadino e dirigente indigeno (a dispetto del suo essere bianco).
Sindacalista e dirigente operaio, ex guerrigliero, sfuggito due volte alla condanna a morte, incarcerato, torturato, esiliato per lungo tempo, oggi animatore del periodico "Lucha indígena", punto di riferimento per le organizzazioni indigene e contadine di tutto il nord-est del Perù, Hugo Blanco ha percorso le storie del Perù e dell’America Latina, a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, sempre schierato con i popoli in lotta, in particolare con le comunità quechua della sierra.
Nel 1962 insieme ai contadini della valle La Convencion y Lares, stanchi di aspettare la riforma agraria, occupa le terre dei latifondisti. Per questa rivolta è condannato a morte, ma la sua esecuzione viene sospesa grazie alla campagna sostenuta anche da Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Bertrand Russel ed Ernesto Guevara, e trasformata a venticinque anni di carcere. Per quasi tutta la sua vita è costretto a esili forzati (Cile, Argentina, Messico) e al carcere. 
Blanco ha appoggiato attivamente l’esperienza zapatista, come il CRIC colombiano e le lotte per l’acqua e contro la devastazione ambientale in America Latina.
Oggi Hugo Blanco si batte contro le multinazionali del cibo e quelle minerarie per la difesa delle terre autogestite dalle comunità indigene e contadine.

Nel libro “I figli dei giorni” Eduardo Galeano, scrittore uruguayano morto pochi giorni fa, il 13 aprile 2015, racconta, per ciascuno dei 366 giorni dell'anno, personaggi e fatti storici di tutte le epoche. Il 15 Novembre è la data di nascita di Hugo Blanco. Trascriviamo integralmente la pagina a lui dedicata da Galeano.

Novembre 15
Hugo Blanco nacque due volte

A Cuzco, nel 1934, Hugo Blanco nacque per la prima volta.
Arrivò in un Paese, il Perù, diviso in due.
Lui nacque nel mezzo.
Era bianco, ma era cresciuto in un villaggio, Huanoquite, dove i suoi compagni di giochi e di avventure parlavano quechua, e andò alla scuola di Cuzco, dove gli indios non potevano camminare per i viali, riservati alla gente decente.
Hugo nacque per la seconda volta quando aveva dieci anni. A scuola gli diedero notizie del suo villaggio, e venne a sapere che don Bartolomé Paz aveva segnato con il ferro incandescente un bracciante indio. Questo padrone di terre e di gente aveva segnato con il fuoco le sue iniziali, BP, sul culo del bracciante, di nome Francisco Zamata, perché non aveva accudito bene le mucche di sua proprietà.
Non era un fatto così strano, ma quel segno segnò Hugo per sempre.
E con il passare degli anni, divenne indio quest’uomo che non lo era, e organizzò i sindacati contadini e pagò con bastonate e torture e carcere e persecuzione ed esilio la sua disgrazia voluta.
In uno dei suoi quattordici scioperi della fame, quando ormai non ce la faceva più, il governo, commosso, gli mandò in regalo una bara.
(Eduardo Galeano, I figli dei giorni, Sperling & Kupfer editori, 2012)

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