09 mar 2015

un detersivo per la "buona" scuola

Mercoledì 11 Marzo 2015 viene presentato a Milano il progetto “Dixan per la scuola”. Si tratta di un’iniziativa della Henkel, multinazionale che opera in tre settori: detergenza, cosmetica, adesivi e tecnologie. Il progetto risale al 2000 e si avvale come mascotte del professore Dix, un personaggio che viene fatto entrare nelle scuole “con un obiettivo ambizioso: sensibilizzare le nuove generazioni su temi di grande rilevanza sociale attraverso percorsi didattici multidisciplinari”.
Nel passato ci siamo più volte occupati delle aziende che entrano nelle scuole per pubblicizzare i loro prodotti: il mondo della scuola costituisce un ambito molto appetitoso per il mercato [clicca qui].
Pur non avendo mai rinunciato alla “resistenza”, avevamo ultimamente smesso di segnalare gli ormai innumerevoli casi con cui, spesso sotto il paravento dell’impegno sociale, si cerca di trasformare le nostre scuole in suk, con l’aperta complicità di dirigenti, insegnanti e genitori.  
Stavolta siamo però rimasti colpiti dell’enfasi con cui il progetto viene presentato a Milano. Addirittura a Palazzo Marino, alla presenza di Francesco Cappelli [clicca qui], Assessore all’Educazione e all’Istruzione del Comune di Milano. Abbiamo pertanto deciso di informarci.
Il progetto della Henkel coinvolgerà 100 istituti scolastici in venti città italiane con l'obiettivo dichiarato di raccogliere indumenti a favore di AI.BI. - Amici dei bambini - un’associazione attiva in tutto il mondo per combattere l'abbandono minorile con l'adozione internazionale, l'affido, il sostegno a distanza.
Funziona così: nelle scuole italiane toccate dal tour arriva un furgoncino da cui scende il professor Dix. I ragazzi partecipano ad una lezione per  “familiarizzare con temi importanti come la solidarietà, la sostenibilità, il risparmio delle risorse, i consumi responsabili, il riuso”. Agli studenti e alle loro famiglie viene quindi chiesto di partecipare alla raccolta di indumenti. Presso la scuola verrà collocato un grande contenitore che sarà ritirato dopo qualche settimana. Il ricavato della raccolta andrà all'associazione Amici dei bambini.
Gli studenti e le famiglie riceveranno un sacchetto in cui riporre gli indumenti, un campione di Dixan [!!] e una copia del libro "Il professor Dix e un calzino sul piede di guerra. La vera storia degli abiti dimenticati", appositamente scritto e illustrato per il progetto da due autori per bambini: la scrittrice Annalisa Strada e l'illustratore Libero Gozzini.
A Milano le scuole coinvolte saranno 30. E quella che raccoglierà il maggior numero di vestiti, riceverà i biglietti per postare “tutti i suoi bambini ad EXPO 2015”.
La Henkel, tramite il suo marchio Dixan, si fa dunque tramite tra la scuola e AI.BI. per raccogliere indumenti usati. In cambio offre un campione di detersivo e un libro. Ed una lezione su solidarietà e consumo consapevole. 
Detersivi, plastica, impegno sociale, Expo, il Comune di Milano promotore dell’iniziativa milanese. E i bambini meccanismo fondamentale di questo ingranaggio.
Viene da chiedersi quale modello pedagogico possa mai valutare positivamente l'ingresso nelle scuole di una forma di propaganda commerciale particolarmente subdola perché mascherata da iniziativa educativa e a carattere sociale. Quale serio pedagogista possa rallegrarsi del fatto che i bambini siano spinti a collegare temi importanti come "sostenibilità", "risparmio delle risorse" o "solidarietà" con il marchio di un'azienda multinazionale. Quale educatore giudicherà opportuno che una lezione su temi di etica e di cultura ambientale e civile venga tenuta da un "professor Dix" che regala fustini di detersivo, nella migliore tradizione della pubblicità televisiva, da Carosello in poi. Se pedagogisti del genere ci sono, si facciano avanti, per favore, e provino a illustrarci le loro ragioni. Siamo tutt'orecchi. 
E Francesco Cappelli che ne pensa? Che racconterà mercoledì a Palazzo Marino? Potrebbe leggere un brano del libro distribuito ai ragazzi, insieme al flacone di detersivo, ad esempio i consigli del professore Dix al termine del secondo capitolo: " [...] E attenzione alla quantità di detersivo. Le dosi consigliate sono indicate sulle confezioni e metterne troppo sarebbe uno spreco: le aziende attente alla sostenibilità come Henkel producono detersivi a base di sostanze lavanti biodegradabili ed efficaci con minime dosi [...]". 

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