01 nov 2013

zero rifiuti nelle mense scolastiche: piatti di plastica addio, le iniziative da vicenza alla sicilia

A Vicenza è in corso una mini-rivoluzione scolastica: è partito in via sperimentale il progetto “Zero rifiuti in mensa”. Obiettivi? Primo: eliminare l’uso dei piatti di plastica nelle mense scolastiche e ridurre i rifiuti. Secondo: risparmiare sugli appalti delle mense. Terzo: tagliare i costi per le famiglie. Posate, piatti e bicchieri, da casa: tutto infilato nella cartella degli alunni per l’ora del pranzo a scuola. Non è una scelta da recessione o da tempi di guerra, ma solo una buona pratica amministrativa, con la collaborazione delle famiglie.
Gli amministratori della città hanno calcolato che l’impatto sulla rete di smaltimento della spazzatura del sistema usa-e-getta delle mense scolastiche è pari a 14 tonnellate di rifiuti. Un’enormità. A questo punto, la proposta del sindaco e degli assessori è la seguente: le famiglie si fanno carico di mettere nelle cartelle dei figli le stoviglie che così arrivano direttamente dalle case. E in cambio possono beneficiare di una riduzione del costo del singolo pranzo, oggi a quota 4,50 euro, in quanto il comune può a sua volta risparmiare con la fornitura delle mense scolastiche.
In Italia anche il più piccolo, ma comunque significativo, cambiamento, deve sempre fare i conti con mille resistenze. Così a Vicenza c’è da superare lo scoglio dei veti sindacali nella scuola e degli insegnanti che sono preoccupati di un aumento di lavoro con le posate e i piatti portati da casa e non utilizzati e poi, zac, gettati nell’immondizia. Ma intanto la scommessa di eliminare la plastica dalle mense, anche con l’aiuto delle famiglie degli alunni, si sta giocando in tutta Italia. A Torino, 65mila piatti di plastica al giorno che finiscono nella spazzatura delle mense scolastiche, saranno portati a zero, sì: totalmente eliminati, entro la fine dell’anno. Come chiedono decine di firmatari dell’appello sottoscritto a Perugia (e pubblicato sul sito Firmiamo.it) per l’uso esclusivo di stoviglie biodegradabili nelle scuole.
E la plastica dalle mense scolastiche è già stata archiviata a Firenze e Bologna, mentre in Sicilia qualche giorno fa è stata approvata una legge regionale che vieta l’uso di piatti, posate e bicchieri non biodegradabili nelle mense pubbliche. Anche a Napoli si fanno passi avanti: 88mila piatti al giorno per il servizio delle mense scolastiche, dei quali un 50 per cento biodegradabili e un’altra metà riutilizzabili, perché si tratta di stoviglie che arrivano da casa, come a Vicenza. I comuni ci provano, le famiglie collaborano, la scuola (anche se a fatica) fa la sua parte: solo così la sostenibilità, e il risparmio con il relativo taglio degli sprechi, possono uscire dalle nuvole dei buoni propositi e trasformarsi in concreti cambiamenti nell’interesse di tutti.
(di Antonio Galdo, 26 ottobre 2013, www.nonsprecare.it)

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