18 mar 2016

depositati i quesiti sulla scuola, si parte con i referendum

Il 17 marzo 2016 sono stati depositati in Cassazione i quesiti [clicca qui] per l’abrogazione di parte della legge 107/2015 (cd Buona Scuola).  
Sono quattro e riguardano i seguenti temi:



-  School bonus: si chiede di cancellare un beneficio di fatto riservato alle scuole private; le erogazioni liberali non dovranno più essere riservate alle singole scuole, ma all’intero sistema scolastico, scongiurando così anche la possibilità che le scuole private sfruttino tali meccanismi per eludere le tasse su una parte delle rette;
- Poteri del dirigente scolastico: abrogare la chiamata diretta degli insegnanti da parte del dirigente scolastico sugli ambiti territoriali per incarichi solo triennali;
-  Alternanza scuola-lavoro: abrogazione dell’obbligo di 200 ore nei licei e 400 ore nei tecnico-professionale, lasciando le scuole libere di organizzare tali attività come hanno sempre fatto;
- Valutazione del merito da parte del dirigente scolastico: abrogazione parziale dei relativi commi, allo scopo di ripristinare le funzioni precedenti del comitato di valutazione secondo il T.U. (dl 297/94) e attribuzione del fondo per la valorizzazione dei docenti alla contrattazione.

I referendum sulla scuola sono promossi da un ampio ventaglio di forze sociali, una compagine composita, ma coesa, costituita da Comitato nazionale di sostegno alla LIP per una buona scuola per la Repubblica, FLC-Cgil, Cobas, Gilda, Unicobas, USB, SGB, CUB, Il sindacato è un’altra cosa (area congressuale Flc-CGIL), UdS, Link, Coordinamento nazionale scuola della Costituzione, Associazione nazionale per la Scuola della Repubblica, Adam, Adida, AND, Mida, Retescuole, Cesp, Illumin’Italia.
La raccolta delle firme (ne sono necessarie, lo ricordiamo, almeno 500 mila) partirà il 9 aprile 2016 e dovrà concludersi come previsto dalla legge entro tre mesi.
Nei giorni scorsi si sono costituiti in diverse città italiane i comitati a sostegno dei referendum. A Milano il Comitato referendario metropolitano a sostegno dei referendum sulla scuola si è costituito il 17 marzo. Erano presenti rappresentanti di Retescuole, Nonunodimeno, Flc Cgil, Link sum, Collettivo Controvento, USB, Mida precari, Unicobas Scuola Lombardia, Comitato scuola pubblica Cornate D’Adda, PCDI fed. Milano, M5S, La Scuola di Mafalda, Sinistra Nord Milano, PRC, UDS Unione degli studenti, Sinistra anticapitalista, CUB Scuola, Comitato della Martesana, docenti e genitori di alcune scuole.
La Scuola di Mafalda sosterrà la campagna referendaria contro la legge 107. Nonostante i dubbi e le perplessità già espressi in altra sede sullo strumento referendario, molto impegnativo (per essere certi di non fallire il traguardo occorre raccogliere almeno il 5/10% di firme in più) e troppo rischioso (il quorum al 50% è di per se un capestro). Ma la perplessità maggiore riguarda i quesiti. Troppo tecnici, specialistici per essere compresi del tutto, per coinvolgere ed emozionare. Difficilmente (con l’eccezione forse dei finanziamenti alle private) potranno far breccia nell’opinione pubblica (ma naturalmente contiamo di essere smentiti sul campo).
Abbiamo seri dubbi che le critiche alla legge 107 pervenute da una parte del mondo della Scuola siano largamente condivise. Quanti cittadini sono effettivamente contro l’alternanza scuola/lavoro, il preside manager, il finanziamento alle private, la valutazione degli insegnanti con i criteri disegnati dalla norma? In questo momento una parte minoritaria, non c’è dubbio alcuno.
Riteniamo comunque la fase che va ad avviarsi un’occasione importante ed unica per riaprire la discussione sulle sorti della scuola italiana. La Scuola di Mafalda farà la sua parte e sosterrà con il massimo impegno la campagna referendaria, impegnandosi nella promozione attraverso i consueti canali telematici (blog, pagina facebook, mailing list), nella raccolta delle firme e nel coinvolgimento della cittadinanza tutta.
Ma il mondo della Scuola non si limita a dire NO.  Dieci anni fa raccolse oltre centomila firme [clicca qui] e portò in Parlamento la LIP-Legge di iniziativa popolare per una Buona Scuola per la Repubblica, una proposta di riforma complessiva della scuola italiana. 
Oggi, contestualmente alla promozione dei referendum abrogativi di parte della legge 107, è in corso l’aggiornamento/riscrittura di parti significative della legge “per una Buona scuola della repubblica” per far si che essa possa tornare ad essere una nuova “legge di iniziativa popolare”.

Il testo dei quattro quesiti per l’abrogazione di parte della legge 107/2015 depositati in Cassazione il 17 marzo 2016: [clicca qui]

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