04 apr 2013

i bambini ci parlano: sulla pazienza (di g. caliceti)

«Cosa è la pazienza?»
«Quando aspettiamo di fare delle cose». «E' un modo per far passare il tempo». «E' un'attesa». «Quando un mio amico fa arrabbiare e io non lo sopporto». «Aspettare un treno alla stazione che non arriva». «Se mia mamma dice di mangiare il minestrone e io dico no, lei dice: 'pazienza, aspettiamo'. E dopo lei aspetta finché io non lo mangio». «Pazienza vuol dire non avere fretta. Per esempio, se devi fare un viaggio, appena sei partito non puoi essere subito arrivato. Devi aspettare. Devi avere pazienza».
«Si fa fatica a essere paziente?»
«Dipende se devi aspettare molto o solo un po'». «Io sì, faccio abbastanza fatica. Perché devo sopportare molto». «A me, quando aspetto, sembra di perdere tempo». «Io a volte ho fame, la mamma dice che non è ancora pronto da mangiare e io mi arrabbio. No, per me non è facile aspettare perché io voglio sempre tutto e subito, ma non si può».
«Perché qualcuno non riesce ad avere pazienza come altri?»
«Perché è nervoso». «Perché non riesce a stare tranquillo. Ha troppa fretta». «Per me la pazienza è come la pipì. Io riesco un po' ad aspettare, ma dopo un po' non ce la faccio più e me la faccio addosso e allora mi arrabbio moltissimo. Più passa il tempo e più mi arrabbio». «Per avere pazienza, per me, bisogna che qualcuno ti vuole bene». «Per me certa gente non riesce ad aspettare perché ha troppa voglia di fare una cosa».
«Come si fa ad avere più pazienza?»
«Se aspetti un treno, non devi pensare a quando arriverà, ma a qualcos'altro». «Devi resistere, non devi pensare che il treno non arriverà mai, perché prima o poi vedrai che arriva». «Non devi agitarti». «Se c'è il pesce da mangiare ma dopo c'è una partita del Milan, io faccio meno fatica a mangiarlo perché altrimenti non posso vedere il Milan che è la mia squadra. Dico 'Pazienza!' e mangio. Poi mentre mangio il tempo mi passa più in fretta».
«Qualcuno di voi ha fretta di diventare grande?»
«Io. Non vedo l'ora. Per guidare l'auto». «Io. Per studiare cose più interessanti. E per andare in città da sola». «A me sembra che da grande puoi giocare meno, però». «Io ho un po' fretta di diventare grande perché così dopo mi compro sicuramente un cane, perché adesso i miei genitori non me lo vogliono prendere». «Io ho fretta perché così posso fare più cose: farmi una famiglia, guadagnare, avere una casa tutta mia, avere una figlia...»
«Preferite stare in compagnia di persone pazienti o impazienti?»
«Se sono pazienti si gioca meglio insieme». «Anche io preferisco i pazienti, perché io non sono paziente». «Per me bisogna avere pazienza un po' per uno, altrimenti si bisticcia subito».
«Tu certe volte sei paziente?»
«Sì. Con mia sorella. Perché è più piccola e mamma dice che devo essere paziente con lei». «Se un mio amico non capisce una cosa, io gliela ripeto». «Con i miei amici lascio che scelgono loro i giochi. Però un'altra volta li devo scegliere anche io. Perché se devo essere paziente sempre io e loro mai, dopo perdo la pazienza e mi arrabbio».

Giuseppe Caliceti, il manifesto, 5 dicembre 2012

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